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Lavoro e sviluppo, l'impatto del Pnrr sugli enti locali

I primi programmi regionali finanziati tramite i fondi strutturali europei e attraverso i contratti istituzionali di sviluppo

9 feb 2022
4 minuti di lettura

Nella fase attuativa dei progetti scaturiti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, il coinvolgimento degli enti locali è di importanza fondamentale: in particolare, un ruolo di primo piano spetta alle regioni redigere indicazioni di spesa e possibili settori nei quali dirottare i finanziamenti in arrivo dal programma di ripartenza approvato dall'Unione europea per rispondere alla crisi economica scaturita dalla pandemia. Le regioni, infatti, esercitano fondamentali funzioni di programmazione nelle stesse materie della transizione ecologica e digitale e dello sviluppo sostenibile alla base delle 6 missioni e 16 componenti del Pnrr: su molte delle azioni previste, inoltre, sono presenti programmi regionali già finanziati tramite fondi strutturali europei e attraverso i contratti istituzionali di sviluppo e la regola europea impone il divieto di doppio finanziamento.

Un coinvolgimento che riguarda anche i comuni, l’istituzione più vicina ai cittadini. A tutto questo bisogna aggiungere che la legge prevede che almeno il 40% delle risorse del Pnrr debba essere investito nelle Regioni del meridione, e che sempre la legge prevede per i compiti dell’attuazione il ricorso alle società pubbliche. E in quest’ottica tanto le regioni italiane quanto i comuni hanno iniziato a muoversi, per iniziare la fase di cosiddetta “messa a terra” dei finanziamenti. In Basilicata, ad esempio, la Regione ha pubblicato un "Avviso di manifestazione d'interesse" per prendere parte a una specifica linea di azione del Pnrr che impegna 20 milioni di euro er la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono e abbandonati finalizzati al rilancio economico e sociale di borghi disabitati, o comunque caratterizzati da un avanzato processo di declino e abbandono: località per le quali si prevede un progetto di recupero e rigenerazione urbana, con interventi di salvaguardia e riqualificazione. Progetti che possono riguardare sia le imprese turistiche che le startup innovative, senza trascurare la tendenza allo smart working che potrebbe favorire il ripopolamento di intere zone della regione.

Sulla stessa linea, declinata con accenti più marcati sulle potenzialità del digitale, si sta muovendo la regione Marche, con il piano 'Marche 4 digital nomads', una misura che intende trasformare le Marche in una destinazione accogliente, attrattiva e a misura di nomadi digitali: l'intenzione è creare opportunità per la creazione e lo sviluppo di ecosistemi a misura di residenti, permanenti e temporanei, oltre che per le imprese regionali, grazie alla trasformazione digitale, flessibilità, welfare aziendale, e infine per gli enti del terzo settore, stimolando l'occupazione giovanile e femminile.

In Friuli Venezia Giulia, i primi progetti concreti riguardano le città di Udine e Pordenone: nella prima, nel dettaglio, sono pronti 0 milioni per la ristrutturazione dell’ex Frigo e altrettanti – complessivamente – per la nuova scuola dell’infanzia di via Adige e per i lavori all’ex Stringher. A Pordenone, invece, il focus è centrato sui finanziamenti, per un ammontare di 20 milioni, destinati al parcheggio sotterraneo in piazza del Popolo e per le opere del “Polo young” che ha come fulcro la riqualificazione dell’ex Fiera.

Non bisogna trascurare come la maggior parte delle risorse complessive previste nel Pnrr saranno destinate alla missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”: in questo contesto gli enti territoriali saranno coinvolti nella realizzazione di interventi legati, tra le altre cose, alla messa in sicurezza dei territori, alla mobilità sostenibile e all’efficientamento energetico degli edifici. In questo senso, al momento Sicilia ammonta a oltre 8 miliardi di euro il plafond degli investimenti finora "territorializzati" del Pnrr legati al settore delle costruzioni, per volume degli importi l'isola è terza, dietro alla Campania e alla Lombardia. Quella che sta nascendo, insomma, è una proficua collaborazione tra le istituzioni, anche e soprattutto a livello locale, per innescare il circolo virtuoso possibile grazie ai finanziamenti del Pnrr.

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