Trend & Interviste

Come cambia il lavoro, le prospettive del nuovo anno

La tecnologia ha ormai assunto una dimensione centrale: la maggioranza delle professioni emergenti è implicata con il digitale

25 gen 2021
3 minuti di lettura

In un contesto che rimarrà ancora per mesi segnato dall’emergenza sanitaria, il mondo del lavoro resta tuttavia in movimento, trainato dalle trasformazioni rese possibili dai sistemi digitali e dell’informatica di ultima generazione. È su queste basi che si giocherà il futuro delle professioni nel 2021, tra professioni emergenti e innovazioni che continueranno a cambiare ambiti lavorativi un tempo considerati immutabili.

È stato proprio il Covid – 19, del resto, ad aver dato una spinta decisiva ad alcune delle tendenze che già si stavano verificando nel mondo del lavoro. In due mesi, secondo la Ceo di Microsoft Satya Nadell, ci sono stati i cambiamenti che normalmente si verificano in due anni. La tecnologia ha assunto una dimensione centrale, tanto che la stragrande maggioranza delle professioni emergenti è implicata con il digitale e con le information and communication technology. Fra luglio e settembre 2020, quando si è registrato un momento di ripartenza dell’economia successivamente frenato dalla cosiddetta seconda ondata della pandemia, le tre professioni più richieste sono state quella di Manager della qualità dei sistemi informatici, esperti in digital transformation, oltre che di specialisti nella migrazione dei dati su cloud. Ed è proprio in questa direzione che dovranno muoversi gli investimenti che dovranno accompagnare il percorso di rilancio. Secondo una recente indagine condotta fra diversi top manager d’azienda, i finanziamenti dovranno creare valore nella trasformazione digitale del business: in questo senso, i cinque profili chiave per i prossimi tre anni saranno digital business designer e architect, data scientist, enterprise architect, chief digital officer e cloud architect. A crescere in modo costante, dunque, sarà l’attenzione alle professioni emergenti, per innovare prodotti e servizi, realizzare nuove soluzioni di automazione legate allo sviluppo di cloud, Internet of Things, Ai e blockchain. Grazie a questi strumenti sarà possibile raccogliere, combinare ed elaborare dati da molte fonti, tra cui:

- dati commerciali dei clienti;

- dati dei cittadini elaborati dal settore pubblico e dalle agenzie governative;

- social media;

- implementazioni del riconoscimento facciale;

- rilevamento della posizione.

Il crescente miglioramento della tecnologia ha consentito a queste tendenze di crescere, ed è lungo queste direttrici che si orienteranno i lavori del futuro, già a partire dai prossimi mesi. Ancora, in un ambito prossimo: gli attacchi informatici sono sempre più frequenti, e di conseguenza moltissime aziende di medio e grandi dimensioni si stanno dotando del Cyber Security Specialist, una tra le figure professionali emergenti nel 2021. Come è evidente, saranno molto richieste anche le professioni dell’area sanitaria: su tutti medici e infermieri, ma anche psicologi, assistenti sociali e professionisti delle risorse umane. Ma l’impatto che la pandemia ha avuto sul mondo delle professioni ha riguardato anche la sua concezione stessa, a livello tanto organizzativo quanto culturale, e gli effetti già visti nei mesi scorsi potrebbero essere consolidati nel corso del 2021. Il New York Times ad esempio ha sottolineato come il rapporto tra posto di lavoro e lavoratore diventerà sempre più ibrido: in questo senso, 2021 sarà un anno decisivo. Secondo l’autorevole quotidiano americano, i dipendenti entreranno in ufficio per alcuni giorni, mentre lavoreranno a distanza negli altri. Questo modello di struttura del lavoro, secondo i lavoratori intervistati e i più recenti studi dell’Università di Stanford, consentirebbero ai lavoratori di vivere in una situazione ideale, che concilia struttura e socialità, offrendo allo stesso tempo indipendenza e flessibilità. Infine, il test della crisi ha confermato la necessità di rispondere al bisogno di protezione manifestate dal mondo del lavoro con una revisione complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali, oltre che di investimenti decisivi nel settore della formazione professionale, affinché nessuno venga lasciato indietro.

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