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Disabili

Il Decreto Legislativo n.151/2015 modifica la Legge 68/1999 con l’obiettivo di sostenere l’inclusione socio-lavorativa anche attraverso una semplificazione delle procedure esistenti. In particolare la norma prevede l’adozione di nuove linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità, che integrano i vari soggetti coinvolti e valutano in maniera onnicomprensiva tutti gli aspetti attinenti all’inserimento. L’obiettivo è omogeneizzare le varie pratiche già esistenti sul territorio.

Nel dettaglio, i principi a cui si ispireranno le linee guida sono:

  • la promozione di una rete integrata con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio, nonché con l’INAIL,  per favorire l’accompagnamento e il supporto della persona con disabilità durante il suo percorso d’inserimento;
  • la promozione di accordi territoriali che vedano il coinvolgimento dei vari stakeholder, organizzazioni sindacali dei lavoratori e associazioni datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, cooperative sociali, associazioni delle persone con disabilità e i loro familiari, organizzazioni del terzo settore operanti nel campo
  • l’individuazione di modalità di valutazione bio-psicosociale della disabilità, insieme alla definizione dei criteri di predisposizione dei progetti di inserimento lavorativo e degli indirizzi per la valutazione e la progettazione dell'inserimento lavorativo da parte degli uffici competenti;
  • l’analisi delle caratteristiche dei posti di lavoro e le indicazioni su come adeguarli;
  • l’istituzione di un responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro che si occuperà di predisporre progetti personalizzati per le persone con disabilità e di risolvere i problemi legati alle condizioni di lavoro dei dipendenti con disabilità;
  • l’individuazione di buone pratiche di inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Il percorso di sensibilizzazione al tema della disabilità è stato graduale negli anni. Nel 1980, la classificazione ICIDH (International Classification of Impairments Disabilities and Handicaps dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) distingueva tra menomazione, disabilità ed handicap, intendendo la seconda come lo svantaggio che un individuo ha a livello personale e la terza come svantaggio sociale.

Nel maggio 2001 lo stesso OMS adotta l’Icf, ovvero la nuova “Classificazione internazionale del funzionamento, della salute e della disabilità”, tuttora in vigore in 191 Paesi del mondo.

Essa rappresenta un’autentica rivoluzione nella definizione e nella percezione del fenomeno poiché, per la prima volta, si fa riferimento ad un approccio integrato, accostando le difficoltà di carattere personale a quelle di carattere sociale. Ciò permette la correlazione fra stato di salute e ambiente arrivando alla definizione di “disabilità come condizione di salute in un ambiente sfavorevole”.

Sulla base di questa nuova prospettiva, il Ministero del Lavoro avvia “Icf in Italia”, un’azione sperimentale che partorirà una 
serie di progetti per costruire una “società per tutti”, rimuovendo gli ostacoli all’accessibilità.

I principi cardine sono:
  • promuovere, sostenere e coordinare iniziative finalizzate all’inclusione delle persone con disabilità riconoscendo a tutti pari dignità e pari opportunità
  • assicurare la piena attuazione della normativa in materia di disabilità
  • cooperare con tutte le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e le associazioni di volontariato per realizzare interventi a loro favore
  • partecipare alle attività promosse nel campo dall’Unione europea, dal Consiglio d'Europa, dalle Nazioni Unite e da altri organismi internazionali
L’Italia, nel 2009, ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che introduce norme migliorative a tutela dei diritti dei disabili nell'ordinamento italiano, in particolar modo sul versante del lavoro e dell’occupazione, e istituisce l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, con la finalità di promuovere l’attuazione della Convenzione, predisponendo un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità e favorire la realizzazione di studi e ricerche per individuare le aree prioritarie verso cui indirizzare gli interventi.

In occasione della IV Conferenza Nazionale sulle politiche per la disabilità, tenutasi il 12-13 luglio 2013, è stato presentato e discusso il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, che rappresenta uno degli strumenti fondamentali con cui il legislatore ha previsto l’attuazione della Convenzione Onu.

Il Programma individua le aree prioritarie verso cui indirizzare azioni e interventi per la promozione e la tutela dei diritti delle persone con disabilità, in una prospettiva coerente e unitaria, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi generali della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020 e della Convenzione ONU del 2006.

Il documento fornisce le indicazioni su 7 temi di prioritaria importanza per le persone con disabilità: il sistema di accertamento (di grande interesse la parte dedicata alla revisione del sistema di accesso, riconoscimento/certificazione della condizione di disabilità che porterebbe ad una riforma della Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate e ad una diversificazione e semplificazione dei processi); lavoro e occupazione; vita indipendente e inclusione nella società; promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità; salute e abilitazione/riabilitazione.

In materia di lavoro e occupazione dei soggetti diversamente abili, l’atto normativo di maggiore rilevanza è la 
Legge del 12 marzo 1999, n. 68 Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, che persegue lo scopo di favorire l’inserimento occupazionale delle persone con disabilità attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato presso i datori di lavoro pubblici e privati.

Ogni due anni viene presentata al Parlamento la Relazione sullo stato della Legge 12 marzo 1999 n. 68, a cura della Direzione Generale per le Politiche dei Servizi per il Lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
L'ultima relazione, la sesta, si riferisce agli anni 2010 e 2011. Un dato significativo tratto dall'ultima edizione è quello secondo il quale la percentuale di amministrazioni provinciali dotate di un sistema informativo di raccolta dei dati relativi alla domanda e offerta di lavoro nell’ambito del collocamento mirato è ora al 65%. Nella sezione Barometro del lavoro si può consultare la versione completa del rapporto.
La Banca dati del collocamento mirato è stata creata per raccogliere in maniera sistematica tutte le informazioni concernenti l’inserimento delle categorie protette. L’obiettivo finale semplificare gli adempimenti, rafforzare i controlli e migliorare le attività di monitoraggio e valutazione.

Secondo il Decreto Legislativo n.151/2015 confluiranno qui i dati provenienti da più soggetti: datori di lavoro, uffici  di collocamento ei istituzioni.

Gli uffici competenti comunicano le informazioni relative alle sospensioni, agli esoneri autorizzati, alle convenzioni, alle informazioni sui soggetti iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio, alle schede personali e agli avviamenti effettuati.

L’INPS alimenta la Banca dati con le informazioni relative agli incentivi di cui il datore di lavoro beneficia; mentre le agevolazioni erogate localmente saranno comunicate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

L’INAIL fornisce le informazioni relative agli interventi di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro.

La Banca dati del collocamento mirato potrà inoltre integrarsi con il Casellario dell’assistenza.

Le informazioni raccolte nella Banca dati del collocamento mirato sono rese disponibili tra le amministrazioni competenti anche per finalità statistiche, di ricerca e di studio.

Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.151/2015 saranno definiti nel dettaglio i dati da trasmettere e le relative modalità attuative della Banca dati tramite apposito decreto interministeriale.

A.D.V. - Associazione Disabili Visivi 

A.I.D. - Associazione Italiana Dislessi 

A.I.S.M. - Associazione Italiana Sclerosi Multipla 

A.N.M.I.C.- Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili 

A.N.M.I.L. - Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro 

A.N.V.C.G. - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra 

ASPHI - Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l’Handicap mediante l’Informatica

E.N.S. - Ente Nazionale Assistenza Sordomuti 

F.A.I.P.- Federazione Associazioni Italiane Para-tetraplegici 

F.I.S.H.- Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap 

U.I.C.- Unione Italiana Ciechi 

U.N.M.S. - Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Servizio

 


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