Incentivi e nuove aziende: la crescita dell’Agrifood Tech in Italia
Un settore in salute tra l'aumento dell'occupazione e la nascita di numerose startup

Una filiera che rappresenta una parte rilevante del Pil nazionale, con circa 4 milioni di occupati: l'Agrifood Tech è un settore in salute, con investimenti in crescita e nuove opportunità come un bando della Commissione europea che ha destinato risorse fino a 160 milioni di euro per favorire strumenti di supporto all’internazionalizzazione delle imprese. In aumento anche il numero di startup, a conferma di un ecosistema dinamico e attrattivo, con un incremento pari al +23% rispetto alla rilevazione precedente.
Nel dettaglio, secondo il nuovo Report sullo Stato dell’AgriFoodtech in Italia elaborato da Eatable Adventures, filiale italiana del principale acceleratore del settore su scala globale, per il Verona Agrifood Innovation Hub, primo polo di sviluppo dell’ecosistema agrifoodtech nazionale, la crescita del settore è trainata dalla capacità dell’ecosistema italiano di attrarre investitori specializzati, maggiori fondi internazionali e investimenti più grandi e di qualità superiore.
Ancora, secondo il report, le startup attive sul territorio nazionale raggiungono quota 501, con un incremento significativo pari al +23% rispetto al 2024. Un’espansione significativa che si traduce anche in un impatto occupazionale concreto: le startup agrifoodtech italiane hanno generato nel 2025 4.410 posti di lavoro totali, con una crescita del 47% rispetto all’anno precedente, segnale che indica l’ingresso in una fase di espansione e il rafforzamento delle strutture organizzative aziendali per puntare alla scalabilità.
Il 17,6% delle tecnologie nasce in collaborazione con università, a testimonianza di come l’Italia stia progressivamente costruendo ponti più solidi tra ricerca accademica e applicazione industriale, valorizzando il patrimonio scientifico nazionale e trasformandolo in asset competitivi per il mercato.
Tra le startup Kymia, startup siciliana fondata nel 2022, ha deciso di valorizzare proprio questo sottoprodotto, trasformandolo in ingredienti ad alto valore per i settori cosmetico e nutraceutico. Noiet, invece, propone una tecnologia per sostituire gli additivi sintetici presenti in molti alimenti confezionati. La soluzione si chiama Noiferm, un ingrediente funzionale derivato dalla fermentazione di scarti di avena e riso provenienti dalla produzione di bevande vegetali.
Come anticipato, inoltre, la Commissione europea ha destinato fino a 160 milioni di euro a iniziative di promozione dei prodotti agroalimentari europei, puntando su competitività, sostenibilità e qualità. L’iniziativa rappresenta il più consistente investimento comunitario mai effettuato in questo ambito e prevede il cofinanziamento di programmi che valorizzino la sostenibilità e la qualità delle produzioni europee.
Accanto alle tradizionali campagne rivolte ai consumatori, la Commissione ha previsto attività informative e promozionali direttamente gestite nelle aree target, inclusa la partecipazione a fiere e lo sviluppo di strumenti pratici per l’ingresso nei mercati extra-UE. I termini per la presentazione delle proposte sono stati fissati in tre mesi dall’apertura dei bandi. Il quadro delineato dai recenti bandi europei per la promozione dei prodotti agroalimentari si inserisce in una fase di trasformazione rilevante per il comparto.
All’interno di un contesto normativo e commerciale in rapida evoluzione, la capacità delle imprese di cogliere queste opportunità può tradursi in un rafforzamento della competitività.






