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Professioni sanitarie: la rivoluzione digitale

Bioinformatica; studi sperimentali sempre più innovativi; la possibilità di connettere le conoscenze cliniche dei singoli medici con le potenzialità di calcolo…

4 nov 2021
4 minuti di lettura

Bioinformatica; studi sperimentali sempre più innovativi; la possibilità di connettere le conoscenze cliniche dei singoli medici con le potenzialità di calcolo sempre più raffinate dei computer e ancora l’utilizzo dei big data; le biobanche e i farmaci intelligenti. Sono questi gli assi portanti dell’avvento della digitalizzazione e del ricorso all’intelligenza artificiale destinati a impattare in maniera crescente sul settore sanitario, “obbligando” in questo modo le professioni mediche del futuro a evolversi, inevitabilmente.

Il processo è irreversibile e carico di promesse per l’avvenire, perché se è vero che alla base di queste innovazioni vi è un lavoro costante fatto di ricerca, progettualità, fatica e apertura al progresso, è certo che grazie a tecniche così raffinate la tutela della salute pubblica avrà garanzie sempre maggiori. Del resto, un esempio sotto gli occhi di tutti è quanto accaduto con i vaccini per contrastare il Covid-19, frutto di sinergie e studi che hanno portato a ottenere risultati straordinari nel giro di pochi mesi. Scendendo nel dettaglio degli aspetti elencati, le possibilità e gli impieghi della bioinformatica consentono già adesso di arrivare alla cosiddetta “terapia personalizzata”, vale a dire la terapia che non tiene solamente conto dei parametri clinici di patologia ma anche del profilo genetico del paziente, delle sue abitudini di vita e del luogo in cui vive, dell'ambiente che lo circonda. In particolare, prendendo in esame le malattie oncologiche, le caratteristiche molecolari del singolo tumore determinano il trattamento per ogni persona colpita dal cancro: ed è questo il cardine dell’oncologia di precisione, considerando che circa il 25% dei pazienti può ricevere una terapia mirata proprio grazie alle analisi genomiche che scoprono le alterazioni molecolari.

Si tratta di un fronte sul quale sono attivi anche bandi di impulso pubblico, come nel caso di PerMed, call per progetti di ricerca sulla medicina personalizzata indetta dalla Regione Toscana. A sostegno di questa iniziativa verranno investiti 300mila euro destinati alle Aziende ed Enti del Servizio sanitario regionale e ad enti di ricerca toscani, appartenenti a partenariati internazionali partecipanti alla Call.

L'obiettivo generale del bando è lo sviluppo di strategie su misura per la prevenzione della malattia e della sua progressione, a tre diversi livelli:

- misure preventive che diminuiscono il tasso di incidenza (prevenzione primaria);

- diagnosi precoce per aumentare l'efficacia di una terapia preventiva, anche prima che si sviluppino i sintomi (prevenzione secondaria);

- interventi che prevengono la recidiva della malattia o migliorano la cura e la qualità della vita dei pazienti (prevenzione terziaria).

I dettagli sono disponibili consultando questa pagina del sito di Regione Toscana.

Tornando all’impatto più generale dell’Intelligenza artificiale sulle professioni mediche, sarà importante considerare i risultati degli studi sperimentali, basati oggi non più su ipotesi specialistiche e da un percorso complesso e irto di ostacoli. Le parole d’ordine adesso sono semplificazione e condivisione, soprattutto grazie all’apporto dei Data analysis, ossia la capacità di analizzare contemporaneamente decine di milioni di dati: in questo senso, è lo stesso algoritmo a indicare le direzioni da imprimere alla ricerca.

Da un punto di vista pratico, il progetto del futuro è di arrivare a ospedali digitalizzati, vale a dire nosocomi dotate di tecnologie moderne che mettono a sistema i dati che arrivano dalle diverse discipline e un territorio che dialoga con l'ospedale in maniera efficiente. Confindustria Dispositivi Medici, a questo riguardo, ha redatto un documento – chiamato “Salute, scienza e industria” – che recepisce 9 punti nodali su come investire le risorse nel PNRR. Uno di questi punti è proprio il rinnovo del parco tecnologico ma anche un ospedale digitale, interconnesso con il territorio. Strutture con tecnologie moderne che mettono a sistema i dati che arrivano dalle diverse discipline e un territorio che dialoga con l'ospedale in maniera efficiente.



Come anticipato, le innovazioni in ambito sanitario impatteranno anche sulle nuove professioni, creandone di nuove. La figura dell'House-pitalists, ad esempio, riguarda una nuova forza lavoro che ruoterà intorno al crescente utilizzo della Telemedicina, supportando i pazienti affetti da patologie croniche nella fruizione delle cure da remoto e sgravando al contempo le strutture sanitarie pubbliche e private. Mentre è prevista, anche sullo slancio del PNRR, la realizzazione di un Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, evoluzione di quello attualmente in uso, per migliorare la raccolta di documentazione sanitaria disponibile su internet (naturalmente in forma protetta e riservata), consultabile solo attraverso l’utilizzo di credenziali personali. Un intreccio, quello tra innovazione e medicina, che rappresenta una delle sfide più affascinanti del futuro.
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