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Lavorare in Italia

Lavorare in Italia è una sezione rivolta agli stranieri che già si trovano in Italia o provenienti dall’estero e desiderano trovare occupazione o intraprendere un’attività autonoma.

Tra i lavoratori stranieri è necessario distinguere i cittadini comunitari, provenienti da uno dei 28 Stati membri dell'Unione Europea, da quelli non comunitari, che provengono da altre parti del mondo. 
  • I non comunitari o stranieri extra Ue sono tenuti ad applicare la disciplina contenuta nel Testo Unico sull’immigrazione, che demanda allo Stato la regolamentazione dell’ingresso in Italia per svolgere lavoro subordinato o lavoro autonomo. Il decreto flussi stabilisce annualmente le quote di ingresso per motivi di lavoro, sulla base delle esigenze del sistema produttivo.
È importante sapere che la Convenzione sui Diritti dei Lavoratori Migranti dell’ILO e la Convenzione dell'ONU garantiscono ai lavoratori stranieri che regolarmente soggiornano in Italia e alle loro famiglie parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani.

Ulteriori informazioni e la documentazione in materia sono disponibili sul portale dell'Integrazione migranti.

Si può scegliere inoltre di avviare una propria attività autonoma oppure avviare un’impresa di qualsiasi tipo, rispettando gli adempimenti previsti dalla legge.


Per i cittadini comunitari o stranieri extra UE, regolarmente soggiornanti, tra i 15 e i 29 anni, residenti in Italia c'è anche il Programma
Garanzia Giovani, finalizzato ad agevolarne l'inserimento nel mondo del lavoro.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si occupa del fenomeno migratorio sotto un duplice aspetto: da un lato, gli ingressi per lavoro dei cittadini comunitari e non, dall’altro le misure di integrazione sociale.

La legislazione italiana prevede un sistema articolato di strumenti e misure volte a favorire l’integrazione sociale degli immigrati, la cui applicazione è demandata alle Regioni e agli enti locali.

Nel giugno 2010, il Consiglio dei Ministri ha approvato un Piano per l'integrazione nella sicurezza denominato "Identità e incontro" che, insieme all’Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato, individua le principali linee di azione e gli strumenti da adottare per promuovere un efficace percorso di integrazione delle persone immigrate, in grado di rispondere alle esigenze di accoglienza e sicurezza.

Il Piano, promosso dai Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Interno e dell’Istruzione, si basa su cinque principi basilari di integrazione: 
  • Educazione e apprendimento – La scuola come primario luogo di intervento, con tetti agli alunni stranieri nelle classi per favorire l’integrazione attraverso la formazione linguistica e la conoscenza della Costituzione tramite l’educazione civica
  • Lavoro, con particolare attenzione ad una programmazione dei flussi misurata con le effettive capacità di assorbimento della forza lavoro. Un percorso, questo, che deve iniziare già nei Paesi di origine
  • Alloggio e governo del territorio – Un tema cruciale per la creazione di un patto sociale nel rispetto delle regole di convivenza civile, al fine di evitare il binomio immigrazione-criminalità
  • Accesso ai servizi essenziali – Favorire il rapporto con la burocrazia e con l’accesso ai servizi sanitari e socio-assistenziali è essenziale. Un percorso che può essere facilitato, fra l’altro, da un’opportuna formazione specifica di operatori e mediatori
  • Minori e seconde generazioni – Priorità all’integrazione dei minori stranieri presenti sul territorio e loro tutela piena ed incondizionata
Il fenomeno migratorio è monitorato costantemente.

Il Rapporto 2016, a cura della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, propone un’analisi dei fenomeni migratori, delle modalità di accesso e permanenza degli stranieri nel territorio italiano, dei problemi relativi ai ricongiungimenti familiari e alle giovani generazioni ed approfondisce il tema della condizione occupazionale dei cittadini stranieri in Italia e della sicurezza e degli infortuni sul lavoro.

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