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Pubblico impiego

La disciplina del pubblico impiego è regolata dal Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 (Testo Unico sul pubblico impiego) recante “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”.

Il Testo Unico, nel tempo, è stato oggetto di diverse modifiche: il Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni; la Legge 7 agosto 2015, n. 124 recante la delega al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (in base alla quale è stato adottato il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 75); la Legge 19 giugno 2019, n. 56 avente ad oggetto interventi per favorire la concretezza dell’azione ammnistrativa e prevenire l’assenteismo.

Peraltro, con il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 è stato adottato il Regolamento recante il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

Il Testo Unico ha ad oggetto la disciplina dell'organizzazione degli uffici e dei rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, perseguendo le seguenti finalità:

a) accrescere l'efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi dell'Unione europea, anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici; 
b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica; 
c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, assicurando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti, applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato, garantendo pari opportunità alle lavoratrici ed ai lavoratori, nonché l'assenza di qualunque forma di discriminazione e di violenza morale o psichica (art. 1, comma 1).

A sensi del Testo Unico, per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300. Inoltre, fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni del Testo Unico continuano ad applicarsi anche al CONI (art. 1, comma 2).
 

L’accesso al pubblico impiego avviene mediante concorso pubblico (art. 97 Costituzione).

Si precisa che ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche si applicano le norme sul rapporto di lavoro stabilite dal codice civile (capo I, titolo II, del libro V), nonché dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, fatte salve le diverse disposizioni imperative contenute nel Testo Unico (art. 2, comma 2). 

Pertanto, i rapporti individuali di lavoro sono regolati contrattualmente ed i contratti collettivi sono stipulati secondo i criteri e le modalità previste dal Testo Unico stesso (art. 2, comma 3)

Tuttavia, in deroga a quanto appena delineato, residua il c.d. personale in regime di diritto pubblico che rimane disciplinato dai rispettivi ordinamenti (art. 3):

- i magistrati ordinari, amministrativi e contabili;

- gli avvocati e procuratori dello Stato;

- il personale militare e delle Forze di polizia di Stato;

- il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia;

- il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e il personale volontario di leva;

- il personale della carriera dirigenziale penitenziaria;

- il rapporto di impiego dei professori e dei ricercatori universitari, a tempo indeterminato o determinato. 

Ai sensi del Testo Unico, quindi, l'assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro: 

a) tramite procedure selettive – i concorsi pubblici – volte all'accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l'accesso dall'esterno; 

b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento (tenute presso i Centri per l’Impiego) per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, fatti salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità. 

In particolare, le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni devono conformarsi ai seguenti principi (art. 35, comma 1): 

- adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l'imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all'ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione;
 
- adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; 

- rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori;
 
- decentramento delle procedure di reclutamento; 

- composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso;

- possibilità di richiedere, tra i requisiti previsti per specifici profili o livelli di inquadramento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, che deve prioritariamente essere valutato, ove pertinente, tra i titoli rilevanti ai fini del concorso.

I vincitori dei concorsi devono rimanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a 5 anni. Peraltro, le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono vigenti per un termine di 2 anni dalla data di approvazione (art. 35, commi 5 bis e 5 ter).

Di norma, il rapporto di lavoro che si instaura alle di pendenze della P.A. è di natura subordinata e a tempo indeterminato (art. 36, comma 1).

Tuttavia, le amministrazioni pubbliche possono anche stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, contratti di formazione e lavoro e contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato, nonché avvalersi delle forme contrattuali flessibili, qualora vi siano comprovate esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale (art. 36, comma 2).
In particolare, i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato possono essere stipulati nella P.A. secondo le disposizioni del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (articoli 19 e seguenti), escluso il diritto di precedenza che si applica al solo personale reclutato mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento (art. 35, comma 1, lettera b).

I contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato, anche nell’ambito della Pubblica Amministrazione, sono disciplinati dal D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (articoli 30 e seguenti), fatta salva la disciplina ulteriore eventualmente prevista dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Pertanto, in caso di somministrazione, il soggetto utilizzatore può essere anche la Pubblica Amministrazione ma, in tale ipotesi, la somministrazione è consentita solo a tempo determinato.

Infine, si rileva che anche le amministrazioni pubbliche sono obbligate a rispettare le quote di assunzioni riservate ai disabili e alle categorie protette, secondo quanto previsto dalla Legge n. 68/1999 (art. 39). Infatti, le amministrazioni pubbliche promuovono o propongono programmi di assunzioni ai sensi dell'art. 11 della Legge 12 marzo 1999, n. 68 (art. 11). 

Per tutte le informazioni sul pubblico impiego è possibile consultare il sito istituzionale del Ministero per la Pubblica Amministrazione.

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