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Pubblico impiego

La disciplina del pubblico impiego è regolata in maniera organica dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165Testo Unico sul pubblico impiego.

La norma è stata oggetto di diverse revisioni come quella del D.Lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 - finalizzato ad ottimizzare la produttività del lavoro pubblico, l'efficienza e la trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni – fino alla Legge n.124/2015 e i suoi successivi decreti attuativi.
In particolare il D.Lgs. 25 maggio 2017 n. 75 è intervenuto sulla gestione dei rapporti di lavoro, sull’organizzazione degli uffici e la pianificazione dei fabbisogni di personale (piano triennale dei fabbisogni),  sul reclutamento, sul personale assunto con forme di lavoro flessibile, sulla disabilità, sui procedimenti disciplinari.

Il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, inoltre, aveva già introdotto il codice di comportamento al quale sono tenuti tutti i dipendenti pubblici delle diverse amministrazioni.

La Costituzione dedica al rapporto di lavoro pubblico norme specifiche ed in particolare afferma che:

“Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici o alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge".

A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro” (art.51);

    “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”( art. 54);

    “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso” (art. 97);

    “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione” (art. 98).

Il Testo Unico stabilisce che “l’assunzione nelle pubbliche amministrazioni avviene con contratto individuale di lavoro”, pertanto il rapporto di lavoro con le Pubbliche amministrazioni si costituisce con le stesse modalità con cui si contrae il rapporto di lavoro con un datore privato.

Il Testo Unico si applica a tutte le Pubbliche amministrazioni ad eccezione delle seguenti categorie di lavoratori:

  • magistrati ordinari, amministrativi e contabili;
  • avvocati e i procuratori dello Stato;
  • personale militare e delle forze di polizia;
  • personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;
  • personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia;
  • dipendenti della Banca d’Italia, della Consob e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato;
  • dipendenti delle autorità indipendenti;
  • professori e ricercatori universitari.

Le assunzioni da parte di una pubblica amministrazione avvengono per concorso pubblico o mediante avviamento degli iscritti alle liste di collocamento e possono essere a tempo indeterminato, oppure avvenire utilizzando una delle forme di lavoro flessibile previste dall’ordinamento.

La Legge 97/2013 recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, modifica la disciplina di accesso ai posti di lavoro pubblico da parte di stranieri titolari di permesso di soggiorno e loro familiari.

Il DPR 487/1994 elenca i requisiti generali che i soggetti devono possedere alla data di scadenza stabilita nel bando di concorso per la presentazione della domanda di ammissione. Alcuni di tali requisiti sono:

  • cittadinanza italiana;
  • idoneità fisica;
  • insussistenza dell’esclusione dell’elettorato politico attivo;
  • insussistenza di precedenti destituzioni o dispense dall’impiego presso un’amministrazione pubblica per persistente insufficiente rendimento;
  • conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di almeno una lingua straniera.

In seguito alla pubblicazione del bando e della domanda di ammissione (per i quali sono dettate determinate procedure), l’esame di solito consiste in una prova scritta e in una orale. La commissione esaminatrice, valutate le prove e redige una graduatoria di merito, tenendo conto, in caso di parità, dei titoli di preferenza.

L’accesso alla P.A. è possibile anche mediante l’avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento (tenute presso i Centri per l’Impiego) per le qualifiche e i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo. In questo caso la posizione in graduatoria è ottenuta mediante il riferimento a una serie di indicatori stabiliti a livello nazionale da un’apposita tabella. In particolare la base di calcolo è fornita:

  •     dal carico familiare;
  •     dalla situazione economica e patrimoniale del lavoratore;
  •     dall’anzianità di iscrizione;
  •     dal grado di invalidità.

In base alla graduatoria le amministrazioni nominano in prova e immettono in servizio i lavoratori selezionati.

Infine, anche le amministrazioni pubbliche sono obbligate a rispettare le quote di assunzioni riservate ai disabili e alle categorie protette, secondo quanto previsto dalla Legge 68/1999. 

Sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione trovi tutte le informazioni che riguardano il pubblico impiego.

Vai anche alla sezione Bandi e Concorsi.

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