provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

Il lavoro nello spettacolo

Il Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato del 16 luglio 1947, n. 708 individua i lavoratori dello spettacolo (art. 3) nell’elencare le figure obbligatoriamente iscritte all’ex ENPALS (Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo) ormai confluito nell’INPS (D.L. n. 201/2011, convertito con modificazioni in Legge n. 214 del 22 dicembre 2011). 

Tuttavia, nel tempo, l’elenco è stato aggiornato in ragione dell’evoluzione delle figure professionali rientranti in tale settore e, attualmente, l’individuazione dei lavoratori dello spettacolo si rinviene nel Decreto Ministeriale del 15 marzo 2005 adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze. 

Nel settore dello spettacolo, sono considerati datori di lavoro:

- gli imprenditori la cui struttura organizzativa è direttamente volta alla produzione di spettacoli, eventi o manifestazioni, quali i produttori di pellicole cinematografiche, gli enti lirici, i teatri, le compagnie e gli impresari di spettacoli di prosa, i pubblici esercizi con orchestre o spettacoli, i titolari o gestori di locali notturni;

- le imprese che indirettamente concorrono alla produzione in quanto prestano servizi collegati al settore dello spettacolo (sale di doppiaggio, aziende di sviluppo e stampa, cinema);

- qualsiasi soggetto (persona fisica o giuridica) che utilizzi una prestazione artistica.

Le prestazioni artistiche possono essere rese nell’ambito di un contratto di lavoro subordinato oppure a titolo di lavoro autonomo, sulla base non soltanto della volontà delle parti, ma anche delle concrete modalità di svolgimento della prestazione.

In particolare, il contratto di lavoro è denominato contratto di scrittura artistica e deve rispettare tutti i contenuti prescritti dal CCNL di settore.

Laddove il contratto non sia sottoscritto con personale tecnico o maestranze comunque rientranti nel settore dello spettacolo, ma con artisti, può contenere due clausole tipiche

- la clausola di esclusiva, con la quale il lavoratore si impegna a prestare per un periodo predeterminato e dietro corrispettivo, la propria attività esclusivamente per il datore di lavoro che lo ha “scritturato”; 

- la clausola di protesta, che consente al datore di lavoro di risolvere anticipatamente il contratto qualora l’artista risulti inidoneo ad eseguire la parte assegnata a giudizio dell’imprenditore, del direttore artistico o del pubblico. 

Il contratto di scrittura artistica può essere a tempo indeterminato o determinato. Peraltro, in deroga alla disciplina generale in tema di contratti a termine, con riferimento all’attività prestata dal personale artistico, tecnico, impiegatizio o operaio “addetto ai singoli spettacoli o serie di spettacoli consecutivi di durata prestabilita”, non trovano applicazione le norme in materia di intervalli tra due contratti a termine (si veda, in tal senso, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in risposta all’Interpello n. 6 del 2 ottobre 2014)In termini di inquadramento, occorre tener conto che nel settore dello spettacolo rientrano sia profili professionali comuni (il personale incaricato di svolgere attività amministrative e funzionali allo spettacolo), sia profili professionali specifici (attori, registi, cantanti, etc.). Per i profili professionali comuni, l’inquadramento avviene in relazione alle mansioni svolte, come definite dai contratti collettivi; per gli artisti, invece, la qualifica è attribuita in base alla parte o al ruolo che ricoprono nello specifico spettacolo per il quale vengono ingaggiati.

Anche con riferimento all’orario di lavoro, si segnalano peculiarità proprie del settore. In particolare, l'orario di lavoro per il personale dello spettacolo viene solitamente fissato nei contratti collettivi, i quali spesso rinviano alle norme di legge sull'orario di lavoro in generale. 

Tuttavia, non sono soggetti alle limitazioni di orario poste dalla normativa generale sull'orario di lavoro:

- gli artisti dipendenti da imprese teatrali, cinematografiche o televisive;

- gli operai addetti agli spettacoli teatrali cinematografici o televisivi;

- i cineoperatori, cameramen-recording o teleoperatori da ripresa;

- i fotografi e gli intervistatori occupati in imprese dello spettacolo, anche per fini didattici.

Peraltro, per tutto il personale addetto agli spettacoli e ai divertimenti pubblici, compreso quello dipendente da aziende che provvedono all'allestimento e ai materiali necessari per gli spettacoli, il riposo settimanale può cadere in giorno diverso dalla domenica. 

Inoltre, sono previste specifiche norme con riferimento ai minorenni. Infatti, sebbene anche nel settore dello spettacolo viga il divieto del lavoro dei minori di 16 anni, l’ITL (Ispettorato Territoriale del Lavoro) competente può autorizzare l’impiego di minorenni per attività di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo, nel rispetto della sicurezza, dell’integrità psico-fisica e dello sviluppo del minore e senza pregiudizio della frequenza scolastica o della partecipazione a programmi di formazione o orientamento professionale (art. 4 della Legge 17 ottobre 1967, n. 977, recante la Tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti). 

Si segnala, altresì, che – a tutela di determinate categorie di lavoratori appartenenti al settore dello spettacolo – è richiesto alle imprese che intendano avvalersi delle prestazioni di tali soggetti il certificato di agibilità (rilasciato dall’INPS previo accertamento della regolarità degli adempimenti contributivi). A tal proposito, con la Circolare del 12 febbraio 2020, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’INL hanno chiarito che l'obbligo del datore di lavoro di comunicare la chiamata del lavoratore intermittente nel settore dello spettacolo - prima dell'inizio della prestazione - non può più essere assolto mediante la richiesta del certificato di agibilità. 

Da ultimo, per quanto attiene alla fase dell’assunzione, si ricorda che, dal 2008, ai lavoratori dello spettacolo si applica la normativa generale in tema di comunicazioni obbligatorie come previsto Decreto Legge n. 112/2008, convertito con modificazioni in Legge n. 133/2008. Sul punto, è possibile consultare la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 giugno 2009, n. 22.

Per ulteriori chiarimenti consulta le FAQ relative a questo settore.

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: