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23/01/2026

Investimenti e innovazione, le opportunità del Cleantech in Italia

Tutti i piani di sviluppo per un comparto che impiega oggi circa 130mila lavoratori

Cleantech

Con un fatturato che vale circa 57 miliardi di euro, il Cleantech italiano è un settore ormai ben sviluppato e ad alta marginalità. La filiera delle tecnologie pulite per la transizione energetica è un settore ad alto tasso di innovazione e per sostenere ulteriormente il comparto la Commissione europea ha varato l’Innovation Fund, tra i maggiori programmi di finanziamento al mondo per lo sviluppo di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio.

Secondo lo studio “L’Italia delle Cleantech: investimenti, occupazione, lavoro” dell’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, che ha analizzato le filiere delle tecnologie pulite per la transizione energetica, il Cleantech italiano porta con sé 25 miliardi di valore aggiunto, di cui 12 diretti e 13 nell’indotto di prossimità.

Tra i settori coinvolti vi sono la generazione elettrica da rinnovabili, le pompe di calore residenziali e industriali, le tecnologie per lo stoccaggio elettrico e l’adeguamento della rete, le colonnine di ricarica per veicoli elettrici, cavi, inverter, l’efficientamento energetico (che da solo vale 42 miliardi di euro), il riciclo e il riuso dei materiali. Dal punta divista numerico, le filiere Cleantech impiegano oggi 130mila addetti diretti, tra professionisti, tecnici e operai, destinati a diventare 173mila entro il 2030 (+33% in 5 anni). Una crescita occupazionale che richiede competenze in continua evoluzione: un fabbisogno di manodopera e di formazione per cui manca adeguata risposta dal sistema educativo e formativo.

Nel solco di questi dati, l'obiettivo generale dell'Innovation Fund è quello di supportare progetti altamente innovativi, che introducano tecnologie, processi, business model, prodotti o servizi che abbiano la potenzialità di ridurre le emissioni di gas serra. Il bando include i seguenti topic: 

  • General decarbonisation – Large-Scale Projects: per progetti con un capex superiore a 100 milioni di euro;
  • General decarbonisation – Medium-Scale Projects: per progetti da oltre 20 milioni e fino a 100 milioni di euro;
  • General decarbonisation – Small-Scale Projects: per progetti da 2,5 milioni e fino a 20 milioni di euro;
  • Clean-tech manufacturing: per progetti che incrementino la capacità produttiva degli impianti e con un capex di oltre 2,5 milioni di euro;
  • Pilot projects: per tecnologie altamente innovative e dirompenti per la deep decarbonisation, con un capex superiore ai 2,5 milioni di euro.

L’importo massimo della sovvenzione per progetto non deve superare il 60% dei costi rilevanti. La scadenza è il 23 aprile 2026, ore 17. Ancora in ambito europeo, la Commissione ha lanciato un nuovo bando nel programma Horizon, dal valore di circa 600 milioni di euro: il progetto sosterrà azioni di innovazione nelle fasi finali di sviluppo, con l’obiettivo di favorire una nuova generazione di tecnologie pulite pronte per il mercato, soluzioni energetiche a basse emissioni e processi industriali net-zero. 

In generale, il fotovoltaico e l’eolico continuano a rappresentare la quota più ampia degli investimenti, ma la ricerca evidenzia come un potenziale significativo per i prossimi anni risieda nello sviluppo del biometano e della filiera degli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde. La dinamica degli investimenti nei prossimi anni dipenderà in larga parte dalla diffusione dei veicoli elettrici, dall’avvio del mercato della capacità di accumulo, e dagli interventi di rafforzamento delle reti elettriche, indispensabili per integrare volumi crescenti di energia rinnovabile.