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Startup innovative

La Legge 17 dicembre 2012 n.221 di conversione, con modificazioni, del D. L. n. 179/2012 introduce importanti novità e regolamentazioni in materia di start up innovative.
La norma introduce per la prima volta nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative.

Sono considerate start up innovative dal legislatore le società di capitali, anche in forma cooperativa, non quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, con i seguenti requisiti:
  • la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria deve essere detenuto da persone fisiche
  • la società deve essere costituita e operare da non più di 60 mesi (modifica apportata dal Decreto Legge n.3/2015 convertito dalla Legge n.33/2015)
  • deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia
  • il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro
  • la società non deve distribuire, o aver distribuito, utili
  • deve avere quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
  • non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda

Inoltre la start-up innovativa deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

  • sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 20 per cento del maggiore tra il costo e il valore della produzione
  • impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro o in possesso di laurea magistrale per almeno un terzo (Interpello del 14 ottobre 2014)
  • essere titolare o depositaria o licenziataria di una privativa industriale relativa ad un'invenzione industriale connessa all'attività dell'impresa
Una particolare categoria di startup innovative sono rappresentate da quelle a vocazione sociale, le quali operano in settori di particolare valore per la collettività. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto una procedura semplificata di riconoscimento sul Registro delle Imprese, nella sezione dedicate alle startup innovative, con la Circolare del 20 gennaio 2015.

Si definiscono, poi, nella norma le caratteristiche dell’incubatore di start-up innovative, certificato che consiste in una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative ed è in possesso di determinati requisiti. Nello specifico, qui gli startupper possono avvalersi dell’esperienza di  formatori, tutor e manager, con competenze in strategia aziendale, marketing e finanza.

Per favorire l’instaurazione di rapporti di lavoro a tempo determinato, nell’ambito delle attività inerenti o strumentali all’oggetto sociale proprio delle imprese start-up innovative, sono previste alcune deroghe all’applicazione della disciplina generale del D. Lgs. 81/2015.

Anche per quanto riguarda i trattamenti retributivi dei lavoratori assunti da parte delle imprese start up innovative, si prevede un intervento dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, in via diretta o in via delegata ai livelli decentrati, con accordi interconfederali o di categoria o avvisi comuni, per la definizione di:
  • criteri per l’individuazione sia dei minimi tabellari per la promozione dell’avvio delle start up, sia della parte variabile della retribuzione
  • disposizioni per adattare le regole in tema di gestione del rapporto di lavoro alle necessità delle imprese innovative
Di conseguenza, risulta ampliata la possibilità di ricorso alla contrattazione collettiva includendo anche eventuali deleghe ai livelli decentrati.

Infocamere mette a disposizione il Portale dedicato alle startup innovative, con guide e strumenti utili per gli aspitanti startupper.




L’art. 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012 n.179 – convertito dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221 - ha stabilito per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016, la possibilità di dedurre dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche un importo pari al 19% della somma investita in una o più start-up innovative. L’investimento può essere fatto direttamente dal contribuente o tramite organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative. L'investimento massimo detraibile non può superare, in ciascun periodo d'imposta, l'importo di 500.000 euro e deve essere mantenuto per almeno due anni.

Inoltre, il medesimo art. 29 stabilisce per gli stessi periodi d'imposta non concorre alla formazione del reddito dei soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società, diversi da imprese start-up innovative, il 20% della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative. L'investimento massimo deducibile non può eccedere, in ciascun periodo d'imposta, l'importo di euro 1.800.000 e deve essere mantenuto per almeno due anni.

Con 
Decreto Interministeriale del 25 febbraio 2016 sono state definite le modalità di attuazione delle agevolazioni. È stabilito che le agevolazioni di cui all'art. 4 non si applicano: nel caso di investimenti  in  startup innovative  che si qualifichino come imprese definite “in  difficoltà”; imprese del settore della costruzione navale e dei settori del carbone e dell'acciaio; per società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative; nel caso l’investitore possieda partecipazioni, titoli o diritti nella startup innovativa.

Inoltre, il Decreto individua le forme di investimento che possono ritenersi ricomprese nella nozione legale di investimento agevolato e i limiti delle agevolazioni fiscali concesse, che sono definiti in maniera uguale rispetto a quanto fatto dalla legge e esposto nei capoversi che precedono. Infine, il Decreto individua analiticamente le ipotesi di decadenza dal godimento del beneficio fiscale e le misure da adottare nel caso in cui tale decadenza si verifichi.

Smart&Start nasce come uno strumento di finanziamento rivolto alle startup innovative del Mezzogiorno.  

Dal 2015, Smart&Start è esteso a tutte le startup innovative presenti sul territorio nazionale, così come previsto dal Decreto Ministeriale del 24 settembre 2014La Circolare del 10 dicembre 2014 fornisce le indicazioni operative per presentare le istanze a partire dal 16 febbraio 2015

I soggetti che possono accedere ai mutui agevolati erogati da INVITALIA sono:

  • Le startup innovative, iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese, costituite da non più di 48 mesi che siano di piccola dimensione e con una sede legale e operativa in Italia
  • Gruppo/i di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa (compresi i cittadini stranieri in possesso del visto startup) purché l’impresa sia formalmente costituita entro 60 giorni dalla data di ammissione al beneficio.
Le agevolazioni riconosciute da INVITALIA consistono:

  • Nel riconoscimento di un finanziamento a tasso zero a copertura del 70% delle spese sostenute, arrivando all’80% se la compagine è costituita da giovani, donne o dottori di ricerca rientrati dall’estero
  • Per le startup localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel territorio del Cratere Sismico Aquilano è prevista una restituzione solo dell’80% del mutuo agevolato ricevuto
  • Un programma di tutoring per le startup costituite da meno di 12 mesi finalizzato a  sostenere la fase di avvio, offrendo dei servizi specialistici utili anche all’internazionalizzazione.
I programma di spesa ammessi al finanziamento devono avere un importo variabile tra i 100.000 e 1,5 milioni di euro relativi a beni di investimento e/o costi gestionali.

L’accesso ai fondi è possibile dopo una valutazione positiva del progetto imprenditoriale proposto. Per sapere come presentare la domanda, collegati al sito Smart&Start.


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