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Apprendistato

Sono previsti una serie di incentivi per le tre tipologie di apprendistato disciplinate dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81: apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria  superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore; apprendistato professionalizzante; apprendistato di alta formazione e ricerca.

Per la regolamentazione della disciplina dell'Apprendistato è bene sapere che la normativa è stata recepita con modalità differenti a livello regionale.

Il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n.150 ha posto una particolare attenzione agli incentivi rivolti alle due tipologie correlate alla creazione di un sistema duale di alternanza scuola-lavoro. 

Gli incentivi possono essere di diverso tipo.

I datori di lavoro usufruiscono di una contribuzione a loro carico, per tutta la durata dell’apprendistato, pari al 10% (a cui si aggiungono l’aliquota dell’1,31% a finanziamento della Naspi e il contributo dello 0,30% per i fondi interprofessionali per la formazione continua) della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (mentre la quota a carico dell’apprendista è pari al 5,84%) a decorrere dal 1° gennaio 2013. Al termine del periodo di apprendistato l’agevolazione contributiva viene riconosciuta anche per i 12 mesi successivi.

Il Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 prevede la possibilità di assumere in apprendistato persone disoccupate ai fini della loro qualificazione o riqualificazione, a prescindere dall'età anagrafica posseduta al momento dell'assunzione.

Nel tempo, l’INPS ha fornito molteplici indicazioni ed istruzioni operative in merito alle agevolazioni previste per le diverse tipologie di apprendistato: messaggio n. 2243/2017; messaggio n. 2499/2017; circolare INPS n. 108/2018; messaggio n. 1478/2019.

Da ultimo, il Decreto Legge 28 ottobre 2020, n. 137 (Decreto Ristori), convertito con modificazioni in Legge 18 dicembre 2020, n. 176 ha previsto un incentivo all’assunzione con riferimento ai contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore stipulati nel 2021 (art. 15 bis, commi 12-13).

In particolare viene riconosciuto ai datori di lavoro, che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a 9, uno sgravio contributivo del 100% (riferito alla contribuzione di cui all'art. 1, comma 773, quinto periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296) per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto. Resta ferma l’aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo. 

Inoltre, si segnala la Circolare dell’INPS n. 124 del 26 ottobre 2020, recante indicazioni operative relative all’applicazione dell’IncentivO Lavoro (c.d. IO Lavoro), come previsto dal Decreto direttoriale dell’ANPAL n. 52 dell’11 febbraio 2020, che fornisce precisazioni riguardanti l’incentivo per i rapporti di apprendistato professionalizzante.

Il Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 permette di assumere l’apprendista inquadrandolo fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria di destinazione a cui è finalizzato il contratto, in base alle modalità definite dalla contrattazione collettiva di livello interconfederale o nazionale. È sempre la contrattazione collettiva a stabilire, poi, le regole di avanzamento retributivo.

In maniera alternativa rispetto al sottoinquadramento, la contrattazione collettiva può stabilire la retribuzione dell'apprendista in misura percentuale e in modo graduale all'anzianità di servizio. 

Gli assunti con contratto di apprendistato non rientrano, per tutta la durata del periodo formativo, nella base di calcolo per l’applicazione di particolari istituti previsti dalla legge o dalla contrattazione collettiva: ciò significa, ad esempio, che ai fini del computo dell’aliquota dei disabili, prevista dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68 non sono presi in considerazione gli apprendisti. 

Gli obblighi di stabilizzazione degli apprendisti (ossia la prosecuzione del rapporto a tempo indeterminato a conclusione del periodo di apprendistato) sono circoscritti alle sole imprese con più di 50 dipendenti nel limite del 20% del personale escludendo dal computo i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, dimissioni o licenziamento per giusta causa. Qualora non sia rispettata la predetta percentuale è in ogni caso consentita l'assunzione di un apprendista con contratto professionalizzante.

Le spese sostenute per la formazione degli apprendisti sono escluse dalla base per il calcolo dell’IRAP.

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