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Giovani e Mezzogiorno

Gli incentivi all'occupazione sono benefici normativi, economici o contributivi riconosciuti ai datori di lavoro per l'assunzione di specifiche categorie di persone. Sono diretti a supportare economicamente l’ingresso, il reinserimento e la stabilizzazione dei lavoratori attraverso la riduzione o l’azzeramento degli oneri contributivi, oppure con l’erogazione diretta di un contributo.


Misure per i giovani

Per quanto riguarda i giovani, la normativa di riferimento in tema di incentivi all’assunzione è contenuta nella Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1 commi 100-105 e 107), come successivamente modificata dalla Legge di Bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 10).

In particolare, al fine di promuovere l'occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1º gennaio 2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti (Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 23) è riconosciuto, per un periodo massimo di 36 mesi, l'esonero contributivo del 50%, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro annui. L'esonero spetta con riferimento ai soggetti che, alla data della prima assunzione incentivata non abbiano compiuto il 30° anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Non sono ostativi al riconoscimento dell'esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato.

Peraltro, limitatamente alle assunzioni avvenute entro il 31 dicembre 2020, l'esonero è stato esteso ai soggetti che non avevano compiuto il 35° anno di età. Fermi restando i principi generali di fruizione  degli incentivi (art. 31 D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150), l’agevolazione spetta ai datori di lavoro che, nei 6 mesi precedenti l'assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo oppure a licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva. 

Al riguardo, da ultimo, è intervenuta la Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178) che riconosce un esonero contributivo del 100% per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato avvenute nel biennio 2021-2022, per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite di 6.000 euro annui, per i soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiano compiuto il 36° anno di età. Inoltre, l’incentivo è esteso a 48 mesi per le assunzioni in sedi produttive ubicate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Inoltre, in deroga a quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2018, l’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano nei 9 mesi successivi, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo oppure a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva (art. 1, commi 10-15).

L’incentivo Occupazione NEET è riservato alle assunzioni degli iscritti al Programma Garanzia Giovani. Si tratta di un esonero dal versamento della contribuzione previdenziale – ad eccezione dei premi e contributi INAIL - a carico del datore di lavoro, della durata di 12 mesi, per un massimo di 8.060 euro annui. Riguarda le assunzioni con contratto a tempo indeterminato (anche a scopo di somministrazione), con contratto di apprendistato professionalizzante, nonché con contratto a tempo parziale.

Il Decreto Direttoriale ANPAL 28 dicembre 2018 ha stabilito che tale agevolazione è fruibile entro il 28 febbraio 2021, in riferimento alle assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019. Si segnala che le modalità operative sono illustrate nella Circolare INPS n. 54/2019.

Peraltro, con successivo Decreto Direttoriale ANPAL n. 499 del 25 novembre 2020 la dotazione finanziaria dell’Incentivo è stata ripartita disponendo 68.325.000,00 di euro a valere sull’Asse Prioritario di Intervento “Occupazione Giovani NEET” e individuando quale priorità di investimento: “L'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani, in particolare quelli che non svolgono attività lavorative, non seguono studi, né formazione, inclusi i giovani a rischio di esclusione sociale e i giovani delle comunità emarginate, anche attraverso l'attuazione della garanzia per i giovani”.

Per maggiori informazioni visita il 
sito dedicato al Programma.

Con il Decreto Legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in Legge 28 giugno 2019, n. 58, è stato introdotto un incentivo con una duplice finalità: potenziare l'apprendimento delle competenze professionali richieste dal mercato del lavoro e favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro (art. 49 bis).

Nel dettaglio, viene riconosciuto l’esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico di datori di lavoro (con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all'INAIL), per un periodo massimo di 12 mesi decorrenti dalla data di assunzione, che dispongono erogazioni liberali per un importo non inferiore, nell'arco di un anno, a 10.000 euro per la realizzazione, la riqualificazione e l'ammodernamento di laboratori professionalizzanti in favore di istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado con percorsi di istruzione tecnica o di istruzione professionale, anche a indirizzo agrario, e che assumono, a conclusione del loro ciclo scolastico, giovani diplomati presso le medesime istituzioni scolastiche con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Le tipologie di interventi ammesse all’incentivo sono:

a) laboratori professionalizzanti per lo sviluppo delle competenze;

b) laboratori e ambienti di apprendimento innovativi per l'utilizzo delle tecnologie;

c) ambienti digitali e innovativi per la didattica integrata;

d) attrezzature e dispositivi hardware e software per la didattica.

L’agevolazione è riconosciuta a decorrere dall'esercizio finanziario 2021 sino al 2022, secondo le modalità attuative da definirsi con Decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze.

La Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, commi 161-168) ha introdotto diverse misure per sostenere l’occupazione e l’attività imprenditoriale nel Sud d’Italia.

In primo luogo, viene estesa al 31 dicembre 2029 l’agevolazione contributiva per l'occupazione in aree svantaggiate, c.d. Decontribuzione Sud, introdotta dal Decreto Agosto (art. 27, Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni in Legge 13 ottobre 2020, n. 126). Si segnala al riguardo la Circolare dell’INPS n. 122 del 22/10/2020 che ne regola l’accesso.

L’esonero contributivo è modulato come segue:

a) 30% dei complessivi contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;

b) 20% dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;

c) 10% dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

La Legge di Bilancio 2021 ha ampliato, altresì, la platea dei beneficiari della misura “Resto al Sud” (già introdotta dall’art. 1 del Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito con modificazioni in Legge 3 agosto 2017, n. 123) innalzando da 45 a 55 anni l'età massima per l'accesso al finanziamento volto a promuovere la costituzione di nuove attività imprenditoriali o libero professionali nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (art. 1, comma 170).

È stata disposta anche la proroga al 31 dicembre 2022 dei crediti di imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo (art. 1, commi 171-172), come regolamentato dalla Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (art. 1, comma 98 e seguenti).

Infine, per incentivare l’avanzamento tecnologico dei processi produttivi e gli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese operanti nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è stato esteso al 2021 e al 2022, con maggiorazione, il credito d’imposta per tali tipologie di investimenti (già introdotto dall’art. 1, comma 200, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160), ivi inclusi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19 (art. 1, commi 185-187, Legge di Bilancio 2021).

Nello specifico, il credito d’imposta spetta:

- nella misura del 25% alle grandi imprese che occupano almeno 250 persone e il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro;

- nella misura del 35% alle medie imprese che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro;

- nella misura del 45% alle piccole imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

Sempre con specifico riferimento alle misure dirette a sostenere l’occupazione nel Mezzogiorno, si rammenta anche che, ai sensi della Legge di Bilancio 2019, il Decreto Direttoriale ANPAL n. 178 del 19 aprile 2019 ha previsto e regolato l'Incentivo Occupazione Sviluppo Sud valido per le assunzioni intervenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 (a seguito dell'ampliamento previsto dal successivo Decreto Direttoriale ANPAL del 12 luglio 2019). Le modalità per usufruire dell'agevolazione sono illustrate nella circolare INPS n. 102/2019.

L’incentivo è rivolto ai datori di lavoro che assumono persone disoccupate e nello specifico:

- lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni di età;

- lavoratori con 35 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, ai sensi del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre 2017.

Le tipologie contrattuali a cui è applicabile l’agevolazione sono il contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, il contratto di apprendistato professionalizzante, nonché il contratto a tempo parziale. L’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2021 ed è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua.

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