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Ricollocamento

Al fine di favorire il ricollocamento dei lavoratori ultracinquantenni, la Legge 28 giugno 2012, n. 92 ha previsto diverse agevolazioni alle loro assunzioni (art. 4, commi 8-11). Infatti, dal primo gennaio 2013, per le assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, anche in somministrazione, di lavoratori di età non inferiore a 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi, è riconosciuta per 12 mesi la riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro.

Se il contratto è a tempo indeterminato oppure in caso di trasformazione da contratto a termine a contratto a tempo indeterminato, la riduzione dei contributi si applica fino al 18° mese dalla data di assunzione.

Peraltro, le medesime agevolazioni sono previste in relazione all’assunzione di donne di qualsiasi età – quindi, anche ultracinquantenni - prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi oppure prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (art. 4, commi 9-11).

A tale ultimo proposito, la Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, commi 16-19) ha previsto che, in caso di assunzione di donne che comporti un importo occupazionale netto nel biennio 2021-2022, in via sperimentale, l’esonero contributivo di cui all’art. 4, commi da 9 a 11, della Legge 28 giugno 2012, n. 92, è riconosciuto nella misura del 100% nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui. Al riguardo, è consultabile la Circolare INPS n. 32 del 22 febbraio 2021 recante le indicazioni operative.

Inoltre, in generale, si ricorda che le norme che regolano gli incentivi spesso fanno riferimento alle categorie dei lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati.

Al riguardo, in conformità a quanto disposto dal Regolamento (UE) n. 651/2014 (art. 2, n. 4, lettere a-g, e n. 99, lettere a e b), nonché ai fini di quanto previsto dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (art. 31, comma 2), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2017 ha provveduto a definire le categorie dei “lavoratori svantaggiati” e dei “lavoratori molto svantaggiati”, prevedendo espressamente tra i lavoratori svantaggiati anche coloro che hanno superato i 50 anni di età.

Infine, si ricorda che la Legge 28 giugno 2012, n. 92 (art. 4, comma 2) prevede una prestazione di accompagnamento a pensione per i lavoratori più anziani (cosiddetta isopensione).

Si tratta della prestazione che viene erogata in favore dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato, che maturano i requisiti minimi contributivi e anagrafici per il diritto alla pensione entro massimo 4 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Nello specifico, nei casi di eccedenza di personale, accordi aziendali tra i datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative possono prevedere che, al fine di incentivare l'esodo dei lavoratori più anziani, il datore di lavoro si impegni a corrispondere ai lavoratori una prestazione di importo pari al trattamento pensionistico che spetterebbe in base alle regole vigenti.

Da ultimo, la Legge di Bilancio 2021 (art. 1, comma 345, L. 30 dicembre 2020 n. 178) ha prorogato fino al 2023 il periodo di permanenza nella prestazione di accompagnamento a pensione, già elevato a 7 anni da precedenti interventi normativi (art. 1, comma 160, della L. 27 dicembre 2017, n. 205 limitatamente al periodo 2018-2020). Si segnala in proposito il Messaggio INPS n. 227 del 20 gennaio 2021 con i chiarimenti sulla durata massima della prestazione.

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