Focus On Genitori lavoratori

Ai genitori lavoratori spettano una serie di misure volte a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, come assegni, congedi e non solo

Genitori lavoratori

I diritti dei genitori lavoratori sono previsti e tutelati dal Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità (Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, come modificato dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80) per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche dei genitori adottivi e affidatari, nonché dei lavoratori autonomi e professionisti, attuando quindi la universalizzazione delle tutele previste per la genitorialità.

Nel tempo, si sono succedute molte norme in materia che hanno ampliato la tutela prevista dal Testo Unico, dalla Legge 28 giugno 2012, n. 92 sino ad arrivare, da ultimo, alla Legge di Bilancio 2022.

Per quanto riguarda le lavoratrici madri, l’obiettivo di queste previsioni è quello di evitare che le donne siano costrette a rinunciare al loro percorso professionale. Le disposizioni sono, quindi, volte a garantire strumenti, anche economici, che permettano alle mamme di tornare al lavoro, incentivando al contempo un coinvolgimento maggiore degli uomini nella vita familiare. Questo ha comportato, negli anni, un’estensione anche in favore dei padri lavoratori delle misure previste dal Testo Unico.

Sempre nell’ottica di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, si segnala l’introduzione di un buono annuo per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati o di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche, la cui domanda deve essere presentata all’INPS. L’importo del buono è fissato in un massimo di 3.000 euro sulla base dell’ISEE, in corso di validità, riferito al minore in favore del quale è richiesta la prestazione (art. 1, comma 343, della Legge di Bilancio 2020).

La Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, commi 23-26 e 365) ha, infatti, previsto:

  • lo stanziamento di 50 milioni di euro per il sostegno al rientro al lavoro delle madri dopo il parto e al finanziamento delle associazioni che si occupano di assistenza psicologica in favore dei genitori che subiscono gravi disagi sociali e psicologici per la morte del figlio;
  • un assegno mensile di 500 euro per gli anni 2021, 2022 e 2023 per madri sole, disoccupate o monoreddito con un figlio che abbia una disabilità di almeno il 60%;
  • per il padre lavoratore dipendente, viene aumentato per il 2021 a 10 giorni il congedo obbligatorio di paternità, con previsione inoltre dell’obbligo di astensione dal lavoro di 1 giorno, non solo nel caso della nascita del figlio, ma anche in caso di morte perinatale.


Successivamente, la Legge di Bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021, n. 234):

  • ha esteso l’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome, co. co. co., commercianti, artigiane e imprenditrici agricole, che abbiano dichiarato nell’anno precedente l’inizio del periodo di maternità un reddito inferiore a 8.145 euro (incrementato del 100% dell’aumento derivante dalla variazione annuale dell’indice ISTAT), per ulteriori 3 mesi dalla fine del periodo di maternità (art. 1, comma 239);
  • ha reso una misura strutturale il congedo obbligatorio di paternità di 10 giorni per il padre lavoratore dipendente (art. 1, comma 134).
Leggi anche
$content.image.resourceAlt
13 apr 2022
Premio Everap "Una professione con un futuro"