Focus On Cassa integrazione guadagni ordinaria

CIGO: l’ammortizzatore sociale temporaneo rivolto ai lavoratori che operano nelle imprese che versano in situazione di crisi

Cassa integrazione guadagni ordinaria

AVVISO

Si segnala che, a ragione della situazione internazionale determinata dalla crisi russo-ucraina, con il Decreto ministeriale n. 67 del 31 marzo 2022, sono state apportate modifiche al D.M. 15 aprile 2016, n. 95442 avente ad oggetto la “Definizione dei criteri per l’approvazione dei programmi di cassa integrazione salariale ordinaria. Esame delle domande e disciplina delle singole fattispecie che integrano le causali di intervento della CIGO”. In particolare: per l’anno 2022, integra la fattispecie di “crisi di mercato” la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa derivante anche dall’impossibilita di concludere accordi o scambi determinata dalle limitazioni conseguenti alla crisi in Ucraina (D.M. n. 95442/2016, art. 3, comma 3 bis); il caso di “mancanza di materie prime o componenti” si configura anche quando essa consegua a difficoltà economiche, non prevedibili, temporanee e non imputabili all’impresa, nel reperimento di fonti energetiche, funzionali alla trasformazione delle materie prime necessarie per la produzione. In tale ipotesi, la relazione tecnica richiesta dal Decreto dovrà documentare le oggettive difficoltà economiche e la relativa imprevedibilità, temporaneità e non imputabilità delle stesse (D.M. n. 95442/2016, art. 5, commi 1 bis e 2).

 

Con la Legge di Bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, commi 191-216) è stata emanata la Riforma degli Ammortizzatori sociali e, quindi, della disciplina contenuta nel D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148.

La Riforma ha ampliato la platea dei beneficiari del sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, includendo tutti i dipendenti, anche con una minima anzianità di lavoro, compresi gli apprendisti ed i lavoratori a domicilio, prevedendo un aumento del quantum del sostegno, oltre alla riduzione del contributo addizionale nelle ipotesi di mancato ricorso ai trattamenti di integrazione salariale per un lasso di tempo considerevole.

In particolare, dal 1° gennaio 2022, sono soggette alla disciplina del Fondo di integrazione salariale (FIS), anche le imprese che occupano almeno un dipendente e che, attualmente, non rientrano nel campo di applicazione della CIGO e non aderiscono ai Fondi di solidarietà bilaterali.

Al riguardo, è possibile consultare la Circolare MLPS n. 1 del 3 gennaio 2022 recante le “Prime linee di indirizzo in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro”.

Inoltre, la Circolare INPS n. 18 del 1 febbraio 2022 illustra le novità introdotte in tema di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro dalla Legge di Bilancio 2022 e dal Decreto Sostegni ter.

 

Disciplina fino al 31 dicembre 2021

La cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) è un ammortizzatore sociale che può essere richiesto al verificarsi di situazioni di crisi aziendale dovute a eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato. La transitorietà implica la previsione certa della ripresa dell’attività lavorativa. L’integrazione salariale interviene a fronte di una sospensione dell’attività o di una semplice riduzione dell’orario di lavoro.

La disciplina è contenuta nel Decreto Legislativo n. 148/2015 e il Decreto Ministeriale del 15 aprile 2016 illustra il procedimento d'esame e le causali per cui può essere richiesto l'ammortizzatore. I primi chiarimenti sono stati resi dall'INPS, con la Circolare n. 197/2015, Messaggio n. 2908/2016Circolare n. 139/2016. Inoltre, a seguito delle modifiche introdotte dal Decreto Legislativo n. 185/2016, in caso di eventi oggettivamente non evitabili, le istanze della CIGO devono essere presentate entro la fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento (art. 15 Decreto Legislativo n. 148/2015).

Le aziende beneficiarie CIGO appartengono ai seguenti settori (art. 10):

  • imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell'energia, acqua e gas;
  • cooperative di produzione e lavoro che svolgono attività lavorative similari a quella delle imprese industriali, a eccezione delle cooperative elencate dal D.P.R. n. 602/1970;
  • imprese dell'industria boschiva, forestale e del tabacco;
  • cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica;
  • imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;
  • imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;
  • imprese addette agli impianti elettrici e telefonici;
  • imprese addette all'armamento ferroviario;
  • imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica;
  • imprese industriali e artigiane dell'edilizia e affini;
  • imprese industriali esercenti l'attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;
  • imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono strutture ed escavazione.


Al di fuori dei casi relativi a eventi oggettivamente non evitabili, il trattamento di CIGO può durare (art. 12):

  • 13 settimane continuative, prorogabili trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 52 settimane;
  • 52 settimane in un biennio mobile se relativo a più periodi non consecutivi.

All’interno di detti limiti di durata non possono essere autorizzate ore di integrazione salariale ordinaria eccedenti il limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell'unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell'integrazione salariale. Inoltre, l’impresa deve comunicare nella domanda di concessione il numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente (distinti per orario contrattuale), con riferimento all'unità produttiva oggetto di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro.

Per fruire dell’integrazione salariale i lavoratori devono possedere, eccetto le ipotesi di eventi oggettivamente non evitabili, almeno 90 giorni di anzianità effettiva di lavoro presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento (art. 1). L’integrazione salariale è dovuta nella misura dell’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori interessati per le ore di lavoro non prestate comprese tra le zero ore e il limite orario contrattuale (art. 3).

La gestione della Cassa integrazione ordinaria è di competenza della “Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti”, istituita presso l'INPS, ma è anticipata ai lavoratori interessati dal datore di lavoro. Tuttavia, l’INPS provvede a versare l’integrazione direttamente ai lavoratori beneficiari nel caso in cui l’impresa versi in comprovate e documentate difficoltà di ordine finanziario. A seguito della procedura di informazione e consultazione sindacale (art.14), l’invio della domanda di concessione va eseguita in via telematica all’INPS e ai Centri per l’impiego ai fini dei meccanismi di condizionalità. Per ulteriori informazioni clicca qui.

Procedura di informazione e consultazione sindacale semplificata: non è previsto l’espletamento della procedura di consultazione sindacale di cui all’art. 14 del Decreto Legislativo n. 148/2015 e sono richiesti soltanto l’informazione, la consultazione e l’esame congiunto che devono essere svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva.

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