provincia di: Tutte
Seguici su:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

Responsabilità sociale d'impresa

La Commissione Europea definisce la Corporate Social Responsibility (CSR) come l’integrazione delle problematiche sociali ed ecologiche nelle operazioni commerciali e nei rapporti delle imprese con le parti interessate.

Secondo la Commissione europea, la CSR contribuisce alla modernizzazione e al rafforzamento del modello economico e sociale europeo; rafforza la coesione sociale in modo sostenibile rendendo l’Ue più competitiva; stimola le imprese a riorganizzare le attività core business e ad assicurare la gestione del rischio e dei cambiamenti in modo responsabile.  

Negli ultimi anni è nata una nuova declinazione della responsabilità sociale, non solo riferita alla singola impresa, ma a tutta la collettività, in un’ottica di sostenibilità futura.

La responsabilità sociale d’impresa è un vantaggio per le aziende in termini di competitività, crescita e stabilità e permette di massimizzare gli utili di lungo periodo.

Il comportamento di un’impresa interessa (direttamente o indirettamente) tutti gli attori del sistema: clienti; risorse umane (dipendenti) e loro rappresentanti (sindacati); soci/azionisti e comunità finanziaria, Stato, enti locali e Pubblica amministrazione; fornitori; partner finanziari; comunità; ambiente.

Le caratteristiche distintive della CSR, individuate dall'ILO, sono: la volontarietà da parte dell'azienda, la sistematicità ed il ruolo integrativo (non sostitutivo) rispetto alla contrattazione collettiva.  

I vantaggi dell’adesione alle politiche di CRS sono tangibili su diversi fronti:
  • clima aziendale: dialogo e coinvolgimento di dipendenti e collaboratori, con effetti positivi sulla produttività;
  • rapporti con la comunità locale: l’attenzione alle esigenze del territorio viene percepita positivamente e contribuisce alla qualità della vita con iniziative concrete;
  • reputazione e fidelizzazione: la reputazione dell’azienda non può che migliorare, contribuendo allo sviluppo di una clientela fedele e motivata;
  • relazioni con le istituzioni finanziarie: è facilitato l’accesso alle fonti di finanziamento grazie ad una riduzione del profilo di rischio e ad un’accresciuta autorevolezza. 
La relazione con gli stakeholder esterni all’aziende ed i suoi effetti non meramente endoaziendali, sono un punto fondamentale per capire l’importanza della CSR. Ad esempio, SKILLS FOR JOBS è la campagna europea ideata da CSR Europe e promossa dalla Commissione Europea per individuare strumenti e soluzioni con cui affrontare efficacemente le sfide dell'occupabilità. Tramite la valorizzazione di esperienze aziendali si vuole, infatti, perseguire una finalità che interessa il benessere dell’intera comunità.
Nella pratica, gli obiettivi dell’iniziativa da perseguire entro il 2015 sono:
  • valorizzare l'importanza della formazione tecnico-scientifica superando gli stereotipi di genere;
  • preservare la salute e il benessere delle persone nei contesti di lavoro;
  • attuare politiche di age management che valorizzino le competenze individuali;
  • creare agenzie di tutorship per favorire l'imprenditorialità;
  • favorire l'integrazione lavorativa delle persone svantaggiate;
  • valorizzare l’apprendistato come occasione di accesso qualificato al lavoro;
  • ideare e sviluppare percorsi formativi per educare i giovani all’imprenditorialità e all’auto-imprenditorialità;
  • sostenere l’avvio di imprese sociali.

Il contesto internazionale in cui si colloca la CSR ha inoltre portato alla definizione di uno standard mondiale, Social Accountability 8000, introdotto nel 1997 dal Social Accountability International, associazione non governativa con sede negli Stati Uniti che promuove i diritti dei lavoratori di tutto il mondo. Successivamente, dalla fine del 2010, le norme sulla Responsabilità Sociale delle imprese sono indicate dalle Linee guida UNI ISO 26000.

Ulteriori standard internazionali di processo che si riferiscono alla responsabilità sociale d’impresa sono:

  • Global Compact delle Nazioni Unite, con i dieci principi etici universali nelle quattro aree dei diritti umani (due principi), lavoro (quattro principi), ambiente (tre principi) e lotta alla corruzione (un principio)
  • Standard AccountAbility AA 1000, per favorire l’innovazione su principi chiave di qualità, fornendo garanzie agli stakeholder in merito alla qualità del processo di accounting, auditing e reporting sociale ed etico delle Organizzazioni di riferimento, per incoraggiare un percorso di sviluppo sostenibile
  • Norma OHSAS 18001, standard internazionale per un sistema di gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori che vada oltre il rispetto delle norme cogenti
  • Norma ISO 14001 sull’impatto ambientale, volta a certificare che l’organizzazione è dotata di un sistema di gestione adeguato a controllare gli impatti ambientali e a ricercare un miglioramento delle prestazioni ambientali nell’ottica della sostenibilità.

A questi si aggiungono poi gli standard di contenuto del sistema di reporting sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale.

A livello nazionale, l’Italia è stata tra i primi Stati membri a presentare il proprio Piano di azione alla Commissione  europea nel  2013, a seguito di una consultazione pubblica aperta. Il Piano illustra le azioni prioritarie e i progetti per realizzare la Strategia comunitaria rinnovata sulla CSR, per il periodo 2011-2014.

Per ulteriori informazioni sulla Responsabilità Sociale d'Impresa e le buone pratiche nel nostro Paese, consulta le pubblicazioni dell’Isfol e di Unioncamere.


SA8000 è il primo standard universale che misura la responsabilità sociale di un’azienda e si basa sulle Convenzioni ILO, sulla Dichiarazione universale dei Diritti Umani, sulle Convenzioni ONU. SA8000 garantisce che beni e servizi siano prodotti e forniti al mercato nel rispetto dei vincoli etici e sociali che legano l’azienda al contesto economico in cui opera ed elenca i requisiti per un comportamento eticamente corretto delle imprese verso i lavoratori:
  • divieto di utilizzo del lavoro infantile e forzato;
  • tutela della salute e della sicurezza;
  • libertà di associazione sindacale;
  • divieto di discriminazioni di qualsiasi genere;
  • divieto di procedure disciplinari illegali;
  • garanzia di un giusto orario di lavoro, un giusto salario;
  • introduzione di un sistema di gestione sociale.

L’iter di certificazione SA8000 avviene in tre fasi:

- Il primo passo consiste nella comunicazione ad un organismo accreditato della propria volontà di implementare il Sistema di Gestione Sociale. In Italia, gli organismi di certificazione accreditati per la SA8000 sono tutti aderenti al Network Lavoro Etico. Per ottenere la certificazione è necessario mostrare di essere in regola con le leggi vigenti ed impegnarsi a richiedere entro un anno una visita ispettiva.

- Successivamente si deve implementare il Sistema di Gestione Sociale vero e proprio, cioè si devono apportare alla propria struttura tutte quelle modifiche che la rendano conforme non solo alle leggi, ma anche allo standard SA 8000.

- Infine, si può richiedere la visita ispettiva che viene condotta da un team di valutazione appositamente formato. Il team è a conoscenza delle leggi in materia ed è in contatto con le locali organizzazioni non governative. Ai verificatori è consentito l’accesso alla documentazione dell’azienda nonché la facoltà di intervistare i dipendenti.

Le norme tecniche della Responsabilità sociale delle imprese si sono arricchite a fine 2010 con le linee guida UNI ISO 26000: è la norma tecnica che fornisce una guida alla responsabilità sociale, riconosciuta a livello mondiale. Si applica a qualsiasi tipo di organizzazione (imprese, pubbliche amministrazioni, ONG…), indipendentemente dal settore di attività, dalle dimensioni e dalla localizzazione.

La responsabilità sociale UNI ISO 26000 si basa su 7 principi:

  • Accountability, rendere conto dei propri impatti sulla società, sull’economia e sull’ambiente;
  • Essere trasparenti nelle proprie decisioni e attività che impattano sulla società e sull’ambiente;
  • Comportarsi in maniera etica;
  • Prendere in considerazione, rispettare e rispondere agli interessi dei propri stakeholder;
  • Riconoscere e rispettare la supremazia della legge applicandola a tutti i suoi aspetti;
  • Rispettare le norme internazionali di comportamento nell’aderire al
  • principio di legalità;
  • Rispetto dei diritti umani: rispettare i diritti umani, riconoscerne l’importanza e l’universalità.

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: