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Cassa integrazione

La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è un ammortizzatore sociale, fruito in costanza di rapporto di lavoro, finalizzato a sostenere economicamente il salario dei lavoratori di imprese che si trovano in determinate situazioni di difficoltà, a fronte delle quali richiedono una riduzione o una sospensione del rapporto di lavoro

Il Decreto Legislativo n.148/2015, in attuazione della delega della Legge n.183/2014, razionalizza la normativa in materia di integrazioni salariali ed amplia la platea dei beneficiari, uniformando i periodi di durata massima e commisurando la contribuzione addizionale in funzione del reale utilizzo del trattamento di integrazione salariale.

Il contratto di solidarietà difensivo di tipo A diventa una causale della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per la quale è previsto un periodo di fruizione potenzialmente più lungo.

Il periodo di fruizione massimo della CIGO e della CIGS per singola unità produttiva è individuato in 36 mesi in un quinquennio di riferimento mobile.  
Possono beneficiare di tali ammortizzatori sociali le seguenti categorie di soggetti che abbiano maturato un’anzianità lavorativa effettiva di 90 giorni presso l’unità produttiva per cui si richiede il trattamento :

  • Operai
  • Apprendisti assunti con l’apprendistato professionalizzante
  • Impiegati 
  • Quadri
  • Lavoratori titolari di un contratto di inserimento
  • Lavoratori titolari di un contratto di solidarietà 
  • Soci delle società di cooperative di produzione e lavoro.

Tra i beneficiari restano esclusi gli apprendisti assunti con apprendistato di primo e terzo tipo, gli autisti dipendenti da titolari d’impresa, i lavoratori a domicilio e i dirigenti.

Le previsioni del Decreto Legislativo n.148/2015 sono complementari a quelle del Decreto Legislativo n.150/2015 relativo al riordino dei servizi per il lavoro e delle politiche attive. È previsto, infatti, che i soggetti coinvolti da processi di CIG con una sospensione o riduzione superiore al 50% dovranno essere convocati presso i Centri per l’Impiego per stipulare il Patto di Servizio Personalizzato (PSP). In caso non siano rispettati gli obblighi indicati dal PSP, il beneficiario del trattamento CIG andrà incontro a un sistema sanzionatorio che prevede dalla decurtazione dell’integrazione fino alla completa decadenza dal beneficio.

Vediamo nel dettaglio le diverse tipologie e le loro finalità.

La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) è un ammortizzatore sociale che può essere richiesto al verificarsi di situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato. La transitorietà implica la previsione certa della ripresa dell’attività lavorativa. L’integrazione salariale avviene a fronte di una sospensione dell’attività o di una semplice riduzione dell’orario di lavoro.

Il Decreto Ministeriale del 15 aprile 2016 illustra il procedimento d'esame e le causali per cui può essere richiesto l'ammortizzatore.

Dopo la Circolare n.197/2015 dove sono forniti i primi chiarimenti a seguito delle novità previste dal Decreto Legislativo n.148/2015, l’INPS ha pubblicato il Messaggio n.2908/2016 che indica come presentare le istanze e la Circolare n.139/2016 in cui viene illustrato il nuovo procedimento di presentazione delle domande- da inoltrare a mezzo PEC entro 15 giorni dalla riduzione o sospensione dell’attività lavorativa - e la successiva attività di valutazione.

Dal giorno 8 ottobre 2016, con l’entrata in vigore del D. Lgs 185/2016 viene previsto che, in caso di eventi oggettivamente non evitabili e non imputabili al datore di lavoro, il termine di presentazione delle istanze della CIGO slitta al mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento stesso. e la successiva attività di valutazione.

Le aziende ammesse alla cassa integrazione ordinaria devono appartenere ai seguenti settori:

  • Imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell'energia, acqua e gas
  • Cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali, ad eccezione delle cooperative elencate dal D.P.R. 602/1970
  • Imprese dell'industria boschiva, forestale e del tabacco
  • Cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato
  • Imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica
  • Imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi
  • Imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato
  • Imprese addette agli impianti elettrici e telefonici
  • Imprese addette all'armamento ferroviario
  • Imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica
  • Imprese industriali e artigiane dell'edilizia e affini
  • Imprese industriali esercenti l'attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo
  • Imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono strutture ed escavazione.

Al di fuori dei casi relativi ad eventi oggettivamente non evitabili, il trattamento di CIGO può durare:

  • 3 mesi consecutivi (prorogabile fino a un massimo di 12 mesi al ricorrere di determinate circostanze); 
  • 12 mesi in due anni se applicato in modo non continuativo.
All’interno di detti limiti di durata non possono essere autorizzate ore di integrazione salariale ordinaria eccedenti il limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell'unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell'integrazione salariale. Inoltre l’impresa deve comunicare nella domanda di concessione il numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente (distinti per orario contrattuale), con riferimento all'unità produttiva oggetto di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro.

L’integrazione salariale è dovuta nella misura dell’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori interessati per le ore di lavoro non prestate comprese tra le zero ore e il limite orario contrattuale.

La gestione della Cassa integrazione ordinaria è di pertinenza della “Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti”, istituita presso l'INPS, ma è anticipata ai lavoratori interessati dal datore di lavoro. Nel caso di serie e documentate difficoltà finanziarie

A seguito della procedura di informazione e consultazione sindacale, l’invio della domanda di concessione va effettuata in via telematica all’INPS e ai Centri per l’impiego ai fini dei meccanismi di condizionalità.

Per ulteriori informazioni clicca qui

La Cassa Integrazioni Guadagni Straordinaria (CIGS) è un ammortizzatore sociale che viene utilizzato per far fronte a eventi aziendali strutturali che comunque non compromettano la continuazione dell’attività aziendale. Dal 1° gennaio 2016 è stata eliminata la causale di cessazione dell’attività produttiva o di un ramo di essa e quella relativa alle procedure concorsuali.

A partire dall’8 ottobre 2016, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.185/2016, viene previsto che la riduzione o la sospensione dell’orario di lavoro a seguito di intervento della CIGS deve iniziare entro 30 giorni dalla data di presentazione della relativa istanza.  


Viene concessa alle seguenti tipologie di aziende con più di 15 dipendenti (inclusi apprendisti professionalizzanti e dirigenti):

  • Imprese industriali, comprese quelle edili ed affini
  • Imprese artigiane che procedono alla sospensione dei lavoratori in conseguenza di sospensioni o riduzioni dell'attività dell'impresa che eserciti l'influsso gestionale prevalente, che si ha quando oltre il 50% del fatturato proviene da una sola committente
  • Imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, che subiscano una riduzione di attività in dipendenza di situazioni di difficoltà dell'azienda appaltante, che abbiano comportato per quest'ultima il ricorso al trattamento ordinario o straordinario di integrazione salariale
  • Imprese appaltatrici di servizi di pulizia, anche se costituite in forma di cooperativa, che subiscano una riduzione di attività in conseguenza della riduzione delle attività dell'azienda appaltante, che abbiano comportato per quest'ultima il ricorso al trattamento straordinario di integrazione salariale
  • Imprese dei settori ausiliari del servizio ferroviario, ovvero del comparto della produzione e della manutenzione del materiale rotabile
  • Imprese cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e loro consorzi
  • Imprese di vigilanza
  • Imprese dell’editoria
  • Imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e società da queste derivate, nonché imprese del sistema aereoportuale
  • Partiti e movimenti politici e loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali, nei limiti di spesa di 8,5 milioni di euro per l'anno 2015 e di 11,25 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016.

Rientrano nell’ambito di fruizione della CIGS anche le imprese appartenenti alle seguenti ulteriori categorie che nel semestre precedente la data di presentazione della domanda di ammissione abbiano occupato mediamente più di 50 dipendenti (inclusi apprendisti e dirigenti):

  • Imprese esercenti attività commerciali, comprese quelle della logistica
  • Agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turisti.

La durata del trattamento di CIGS varia in base al presupposto che ha condotto l’azienda a farne richiesta:

  • Crisi aziendale per cui si preveda un piano di risanamento finalizzato alla continuazione dell’attività e alla salvaguardia occupazionale: 12 mesi
  • Riorganizzazione per cui si preveda un piano di interventi ed investimenti (anche in formazione) per fronteggiare le inefficienze: 24 mesi
  • Contratto di solidarietà che implica una riduzione media oraria non superiore al 60 per cento dell’orario - giornaliero, settimanale o mensile - dei lavoratori interessati nel complesso, riduzione che non potrà supererà il 70% rispetto al singolo lavoratore : 24 mesi con la possibilità di arrivare a 36 mesi.

La durata indicata è da intendersi anche come un periodo continuativo nell’arco del quinquennio mobile. Per la causale dei contratti di solidarietà (escluso i settori dell’edilizia e affini) la durata dei trattamenti viene computata nella misura della metà entro il limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile (oltre tale limite il computo avverrà per intero).

Per il triennio 2016-2018 sarà possibile fruire di un ulteriore intervento di CIGS, rispettivamente di dodici, nove e sei mesi, nei casi di crisi in cui al termine del programma di crisi aziendale l’impresa cessa l’attività produttività ma sussistano comunque concrete prospettive di cessione dell’azienda e di assorbimento del personale. La speciale deroga finanziata con 50 milioni di euro riguarda le aziende che hanno siglato un accordo in sede governativa visto l’interesse nazionale e strategico nel mantenimento dei livelli occupazionali. La definizione dei criteri di concessione per questa particolare fattispecie è contenuta nel Decreto Interministeriale 25 marzo 2016 n.95075 su cui la circolare ministeriale n.22/2016 è intervenuta fornendo maggiori chiarimenti. Nella circolare si precisa che, per accedere a tale ulteriore periodo di integrazione salariale, l’Impresa richiedente deve avere già in corso un trattamento di CIGS per crisi aziendale e che, per l’aggravarsi della crisi, sia nella impossibilità di portare a termine il piano di risanamento. In questi casi, se si verifica la cessazione dell’attività aziendale e si manifestano concrete possibilità di cessione aziendale con il trasferimento dei lavoratori, si può chiedere la proroga del trattamento di integrazione salariale in corso. 

L’integrazione salariale è dovuta nella misura dell’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori interessati per le ore di lavoro non prestate comprese tra le zero ore e ed il limite orario contrattuale. Di norma l’integrazione salariale è anticipata dal datore di lavoro; tuttavia, l’INPS paga direttamente i lavoratori beneficiari per decisione del Ministero del Lavoro, quando per l’impresa ricorrano comprovate difficoltà di ordine finanziario accertate dal servizio ispettivo della Direzione territoriale del lavoro.

Sempre il D. Lgs. 185/2016 prevede la possibilità di proroga della CIGS per non più di 12 mesi, nelle c.d. aree di crisi complessa, già riconosciute alla data di entrare in vigore delle nuove disposizioni,  previa presentazione da parte dell’impresa di un piano di recupero occupazionale finalizzato alla ricollocazione del lavoratori.

Competente ad esaminare le istanze presentate dalle aziende per usufruire del trattamento è la Divisione IV della “Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e Incentivi all'Occupazione” del Ministero del Lavoro. I primi chiarimenti sulle nuove disposizioni normative sono state fornite con la Circolare n.24/2015.

 

La cassa integrazione in deroga (cd. CIGD) è uno strumento di politica passiva, aggiuntivo rispetto a quelli esistenti della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, introdotto a partire del 2005, per garantire un sostegno economico a lavoratori di quelle imprese che non possono beneficiare degli ordinari interventi d’integrazione salariale.

La Legge 92/2012 ha previsto l’esaurimento definito di tale ammortizzatore sociale nel 2017.

Con il Decreto Interministeriale dell’1 agosto 2014 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto col Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono stati definiti i nuovi criteri di concessione per gli ammortizzatori sociali in deroga, compresa la cassa integrazione guadagni in deroga. Ulteriori chiarimenti sulle novità introdotte dal Decreto, sono stati forniti con la Circolare n.19/2014 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Nella nuova disciplina, vigente per il 2014 fino al 2016, possono accedere al trattamento di CIGD le imprese rientranti nella definizione d’imprenditore prevista dal Codice civile (Art. 2082), che sospendano o riducano l’attività produttiva a causa di:

  • eventi transitori non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori
  • situazioni temporanee di mercato
  • crisi aziendali
  • processi di riorganizzazione o ristrutturazione.

Sono esplicitamente escluse tutte le situazioni di cessazione totale o parziale dell’attività imprenditoriale. Per le imprese che rientrano nella disciplina della CIGO, CIGS o dei fondi bilaterali istituiti ai sensi dell’art. 4 della Legge n.92/2012, la concessione del trattamento avverrà soltanto in casi eccezionali, legati alla tutela dei livelli occupazionali e in presenza di reali prospettive di ripresa dell’attività produttiva.

Le singole Regioni e le Provincie Autonome individuano le proprie priorità d’intervento tramite Accordi Quadro.

I lavoratori coinvolti dalla sospensione o riduzione dell’attività per cui può essere richiesto il trattamento di integrazione salariale devono possedere almeno 12 mesi di anzianità aziendale (8 per le istanze relative al 2014) e tra questi può essere compreso il personale con qualifica di operaio, impiegato o quadro anche assunto tramite contratto di apprendistato o di somministrazione di lavoro.

Il datore di lavoro è obbligato a presentare la domanda di accesso alla cassa integrazione in deroga alla Regione o Provincia competente, entro 20 giorni dalla data di sospensione o riduzione dell’attività, corredata dal verbale di accordo sindacale. Per la concessione del trattamento è obbligatorio che siano stati esauriti gli strumenti di flessibilità ordinari, incluso il godimento delle ferie maturate dai lavoratori.

Se la ditta ha unità produttive in più Regioni o Province Autonome, il provvedimento di concessione sarà emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, previa verifica della disponibilità finanziaria col Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La Regione o Provincia Autonoma inoltra all’INPS i provvedimenti concessori, al fine di verificare preventivamente la compatibilità finanziaria. Le imprese beneficiarie devono mensilmente presentare all’INPS i modelli per l’erogazione del trattamento entro il venticinquesimo giorno del mese successivo a quello di fruizione del trattamento.

La durata massima di fruizione del trattamento è di 11 mesi per il 2014 e 5 mesi per il 2015 (comprensivi di eventuali proroghe o periodi concessi con provvedimenti antecedenti al Decreto Interministeriale 1 agosto 2014).

Le disposizioni del Decreto valgono sia nei casi di nuove istanze, sia in quelli di proroga.

Con il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, n.1600024 del 23 marzo 2016 sono state stanziate le risorse necessarie per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, suddivise per singola Regione o Provincia Autonoma. 

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