provincia di: Tutte
Seguici:

Cerca sportello

più vicino a te per orientarti nel lavoro

Misure di politica attiva

Il Decreto Legislativo n.150/2015 attua un tassello fondamentale nella riforma del mercato del lavoro tracciata dalla Legge 183/2014 come quello del riordino dei servizi per il lavoro e delle politiche attive. I primi chiarimenti operativi li ha fornita la Circolare del 23 dicembre 2015 n.34.

Le disposizioni normative contenute nel nuovo decreto hanno l’obiettivo di promuovere un effettivo collegamento tra misure di sostegno al reddito per gli inoccupati o disoccupati e quelle volte alla loro collocazione o ricollocazione nel mercato del lavoro. Il principio di condizionalità che lega le politiche passive a quelle attive implica la creazione di un sistema di Servizi per l’Impiego capillare ed efficace, operante su standard nazionali omogenei e sistemi informativi integrati.

La Rete Nazionale dei servizi per l'impiego è composta da molteplici soggetti: 

  • la nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) e le strutture regionali per le Politiche Attive del Lavoro; 
  • l'INPS per le sue competenze in tema di incentivi e strumenti di sostegno al reddito;
  • l'INAIL per il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro;
  • le Agenzie per il lavoro, i soggetti autorizzati allo svolgimento delle attività di intermediazione (art.6 D.lgs. 276/2003) e i soggetti accreditati ai servizi per il lavoro;
  • i fondi interprofessionali per la formazione continua e i fondi bilaterali della somministrazione (art. 12, comma 4, D.lgs. 276/2003);
  • l'INAPP (ex ISFOL) per i processi di valutazione monitoraggio delle politiche per il lavoro;
  • ANPAL Servizi S.p.A. (ex Italia Lavoro)
  • il sistema delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le università e gli istituti di  scuola  secondaria  di secondo grado.

Le Regioni e le Province Autonome si interfacciano con l'ANPAL per la definizione dei servizi offerti all'utenza, prevedendo la costituzione di Centri per l'impiego (CPI) locali che avranno l’obiettivo di garantire i medesimi livelli di prestazione su tutto il territorio. Ogni Regione sigla con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali una convenzione che definisce i rapporti e gli obblighi relativi alla gestione dei servizi per l'impiego e delle politiche attive sul territorio. 

Le linee di indirizzo triennali, gli obiettivi annuali insieme alla definizione dei livelli minimi delle prestazioni erogabili, sono definiti in un apposito Decreto Ministeriale. 

Anche gli operatori privati – come le Agenzie per il lavoro - opereranno in sinergia con i Centri per l’impiego, per offrire agli utenti misure efficaci di politica attiva. 

Il Decreto Legislativo 150/2015 interviene non solo sugli aspetti amministrativi e organizzativi ma anche su una nuova struttura dei servizi offerti tramite meccanismi standardizzati di accoglienza ed accompagnamento al lavoro di cui si occupano i Centri per l’impiego.

I livelli essenziali di prestazione (LEP) garantiti dai Centri per l’impiego sono:

  • orientamento di base e specialistico individualizzato;
  • orientamento all'autoimpiego e tutoraggio per le fasi successive all'avvio dell'impresa; 
  • attività di formazione ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell'autoimpiego e dell'immediato inserimento lavorativo; 
  • accompagnamento al lavoro, anche attraverso il ricorso all'assegno individuale di ricollocazione;
  • promozione di esperienze lavorative ai fini di un incremento delle competenze, anche mediante lo strumento del tirocinio; 
  • gestione, anche in forma indiretta, di incentivi all’attività di lavoro autonomo; 
  • gestione di incentivi alla mobilità territoriale; 
  • gestione di strumenti finalizzati alla conciliazione dei tempi di lavoro con gli obblighi di cura nei confronti di minori o di soggetti non autosufficienti; 
  • promozione di prestazioni di lavoro socialmente utile. 
Chi è alla ricerca di un’occupazione deve presentare la DID e recarsi entro 30 giorni al Centro per l’impiego territorialmente competente per determinare il grado di occupabilità (profiling) e poter così individuare il percorso di inserimento o reinserimento lavorativo più idoneo. Nel caso in cui i soggetti interessati non dovessero presentarsi saranno i Centri per l’impiego a contattare gli interessati nei tempi previsti da Decreto Ministeriale d’intesa con la Conferenza Stato Regioni. 

Gli utenti sigleranno poi un Patto di Servizio Personalizzato (PSP) contenente le attività finalizzate al rafforzamento delle competenze e gli interventi di tipo formativo utili in tal senso. Nel Patto saranno indicate non solo le attività da svolgere ma anche le tempistiche con cui l’utente dovrà recarsi presso il CPI, per dimostrare la sua proattività nella ricerca di un'occupazione.

I fruitori della NASPI e della DIS-COLL devono recarsi entro 15 giorni dalla decorrenza della prestazione per la sottoscrizione del PSP. 

L’impegno ad ottemperare agli obblighi indicati nel Patto è direttamente legato al mantenimento dello stato di disoccupazione e all’erogazione del beneficio. È previsto infatti un principio di condizionalità graduato, che prevede dalla decurtazione, alla sospensione fino alla decadenza dell’ammortizzatore. 

Per un’effettiva attuazione della condizionalità, è prevista la definizione di offerta di lavoro congrua tramite un apposito provvedimento che tiene in considerazione il percorso formativo e professionale, la distanza dal proprio domicilio, la durata di permanenza nello stato di disoccupazione e gli aspetti retributivi in relazione all'indennità percepita nell'ultimo mese. Maggiori dettagli sono disponibili nel DM 10 aprile 2018.

Copia il contenuto: Stampa il contenuto: