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Misure di politica attiva

Il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150, in attuazione delle delega al Governo di cui alla Legge 10 dicembre 2014, n. 183, ha provveduto al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive.

Questa disciplina ha l’obiettivo di promuovere un effettivo collegamento tra misure di sostegno al reddito per gli inoccupati o disoccupati e quelle volte alla loro collocazione o ricollocazione nel mercato del lavoro. Il principio di condizionalità che lega le politiche passive a quelle attive implica la creazione di un sistema di Servizi per l’Impiego capillare, operante su standard nazionali omogenei e sistemi informativi integrati.

La Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro è costituita dai seguenti soggetti, pubblici o privati (art. 1): 

a) l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, c.d. ANPAL (art. 4, D.Lgs. n. 150/2015); 

b) le strutture regionali per le Politiche Attive del Lavoro (art. 11, D.Lgs. n. 150/2015);

c) l'INPS, in relazione alle competenze in materia di incentivi e strumenti a sostegno del reddito; 

d) l'INAIL, in relazione alle competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro; 

e) le Agenzie per il lavoro (art. 4, D.Lgs. n. 276/2003), i soggetti autorizzati allo svolgimento delle attività di intermediazione (art. 6, D.Lgs. n. 276/2003) e i soggetti accreditati ai servizi per il lavoro (art. 12, D.Lgs. n. 150/2015);
 
f) i fondi interprofessionali per la formazione continua (art. 118, L. 338/2000);
 
g) i fondi bilaterali (art. 12, comma 4, D.Lgs. n. 276/2003);
 
h) INAPP (ex ISFOL) e ANPAL Servizi S.p.A. (ex Italia Lavoro S.p.A.); 

i) il sistema delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le università e gli istituti di scuola secondaria di secondo grado.

Le linee di indirizzo triennali, gli obiettivi annuali e la definizione dei livelli minimi delle prestazioni erogabili, sono definiti con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome (art. 2). Si segnala, sul punto, il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 4 dell’11 gennaio 2018 relativo alle Linee di indirizzo triennali dell’azione in materia di politiche attive per gli anni 2018-2020, volte a implementare la riforma dei servizi per il lavoro. 

Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali spettano, altresì, il potere di indirizzo e vigilanza sull'ANPAL, nonché le competenze in materia di verifica e controllo del rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, nonché quelle in materia di monitoraggio delle politiche occupazionali e del lavoro (art. 3).

Con ogni Regione e con le Province Autonome di Trento e di Bolzano il Ministero del lavoro e delle politiche sociali stipula una convenzione finalizzata a regolare i relativi rapporti ed obblighi in relazione alla gestione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive del lavoro nel territorio della Regione o Provincia Autonoma (art. 11).

Inoltre, allo scopo di costruire i percorsi più adeguati all’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro, le Regioni e le Province Autonome costituiscono uffici territoriali, cioè i Centri per l'impiego (CPI), per svolgere in forma integrata - nei confronti dei disoccupati, dei lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro e a rischio di disoccupazione - le seguenti attività (art. 18): 

- orientamento di base, analisi delle competenze in relazione alla situazione del mercato del lavoro locale e profilazione;
 
- ausilio alla ricerca di una occupazione, anche mediante sessioni di gruppo, entro tre mesi dalla registrazione; 

 - orientamento specialistico e individualizzato, mediante bilancio delle competenze ed analisi degli eventuali fabbisogni in termini di formazione, esperienze di lavoro o altre misure di politica attiva del lavoro, con riferimento all'adeguatezza del profilo alla domanda di lavoro espressa a livello territoriale, nazionale ed europea; 

 - orientamento individualizzato all'autoimpiego e tutoraggio per le fasi successive all'avvio dell'impresa; 

 - avviamento ad attività di formazione ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell'autoimpiego e dell'immediato inserimento lavorativo; 

- accompagnamento al lavoro, anche attraverso l'utilizzo dell'assegno individuale di ricollocazione; 

- promozione di esperienze lavorative ai fini di un incremento delle competenze, anche mediante lo strumento del tirocinio; 

- gestione, anche in forma indiretta, di incentivi all'attività di lavoro autonomo;

- gestione di incentivi alla mobilità territoriale; 

- gestione di strumenti finalizzati alla conciliazione dei tempi di lavoro con gli obblighi di cura nei confronti di minori o di soggetti non autosufficienti; 

- promozione di prestazioni di lavoro socialmente utile.

Peraltro, anche gli operatori privati – come le Agenzie per il lavoro - operano in sinergia con i Centri per l’impiego, per offrire agli utenti misure efficaci di politica attiva. 

Ai sensi della disciplina delineata dal D.Lgs. n. 150/2015, sono considerati disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, secondo le modalità telematiche regolate dalla normativa vigente, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (DID) e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego (art. 19). I lavoratori disoccupati devono contattare i centri per l'impiego entro 30 giorni dalla dichiarazione di immediata disponibilità e, in mancanza, vengono convocati direttamente dai centri per l'impiego, nei tempi previsti dal Decreto Ministeriale d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, ai fini della profilazione e per la stipula di un patto di servizio personalizzato (art. 20). 

Il Patto di Servizio Personalizzato (PSP) contiene le attività finalizzate all’implementazione delle competenze e gli interventi di tipo formativo utili in tal senso, indicando anche le attività da svolgere e le tempistiche con cui l’utente dovrà recarsi presso il CPI per dimostrare la sua proattività nella ricerca di un'occupazione (art. 20, comma 2 e 3).

La domanda di NASpI o di DIS-COLL equivalgono alla dichiarazione di immediata disponibilità. I beneficiari di tali indennità, ancora privi di occupazione, devono contattare il Centro per l’impiego entro 15 giorni dalla data di presentazione dell’indennità ai fini della sottoscrizione del PSP (art. 21).

Inoltre, i fruitori di NASpI e DIS-COLL sono soggetti al rispetto degli obblighi indicati nel Patto, con la conseguenza che - in caso di inottemperanza a detti obblighi - si prevedono una serie di sanzioni che vanno dalla decurtazione, alla sospensione fino alla decadenza della prestazione in caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua in assenza di giustificato motivo (principio di condizionalità, art. 21).

A tal fine, la definizione dell’offerta di lavoro congrua è rimessa al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, su proposta dell'ANPAL, sulla base dei seguenti principi (art. 25):

a) coerenza con le esperienze e le competenze maturate; 

b) distanza dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico; 

c) durata della disoccupazione; 

d) retribuzione superiore di almeno il 20% rispetto alla indennità percepita nell'ultimo mese precedente, da computare senza considerare l'eventuale integrazione a carico dei fondi di solidarietà; oppure, per i beneficiari di Reddito di cittadinanza, superiore di almeno il 10% rispetto al beneficio massimo fruibile da un solo individuo, inclusivo della componente ad integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazione in locazione.

In proposito, è intervenuto il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 aprile 2018 con il quale è stata dettagliatamente definita l’offerta di lavoro congrua sulla base dei principi menzionati.

Si segnala, infine, la circolare ANPAL n.1/2019 recante le regole relative allo stato di disoccupazione alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4 (convertito con modificazioni in L. 28 marzo 2019, n. 26).

Per maggiori informazioni consulta www.anpal.gov.it

 

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