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Avviamento al lavoro

Alla luce dell’obbligo di assunzione di lavoratori disabili conseguente al collocamento mirato, la Legge del 12 marzo 1999, n. 68 disciplina la fase dell’avviamento al lavoro.

Infatti, i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici provvedono ad assumere i lavoratori mediante (art. 7):

- richiesta nominativa di avviamento agli uffici competenti;

- oppure la stipula di convenzioni finalizzate al conseguimento degli obiettivi occupazionali fissati dalla Legge (articoli 11, 12 e 12 bis).

La richiesta nominativa può essere preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di eseguire la preselezione delle persone con disabilità iscritte negli elenchi (art. 8) che aderiscono alla specifica occasione di lavoro, sulla base delle qualifiche e secondo le modalità concordate dagli uffici con il datore di lavoro.

La richiesta di avviamento può, però, essere anche numerica, nel caso di mancata assunzione nominativa nel termine di 60 giorni dal momento in cui sorge l’obbligo di assunzione, sulla base di apposite graduatorie. In tal caso, gli uffici competenti avviano i lavoratori secondo l'ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili. Peraltro, gli uffici possono procedere anche previa chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro (art. 7, comma 1 bis).

Per quanto riguarda le convenzioni che i datori di lavoro possono stipulare con gli Uffici territoriali per assolvere all’obbligo di assunzione, la Legge prevede 5 tipologie: 

- le convenzioni ordinarie, aventi ad oggetto la determinazione di un programma finalizzato ad un efficace inserimento del lavoratore diversamente abile nel mondo del lavoro, con previsione dei tempi e delle modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad eseguire. Tra le modalità che possono essere convenute rientrano anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l'assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo, purché l'esito negativo della prova, qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto, non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro (art. 11, commi 1 e 2);

- le convenzioni di integrazione lavorativa, cioè convenzioni che gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro per l'avviamento di persone disabili che presentano particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario. Si tratta di convenzioni che devono prevedere l’indicazione analitica delle mansioni, forme di sostegno, di consulenza e di tutoraggio da parte degli appositi servizi regionali nonché verifiche periodiche sull'andamento del percorso formativo (art. 11, commi 4 e 7); 

- le convenzioni con cooperative sociali, ovverosia convenzioni quadro che possono essere stipulate tra i servizi provinciali e le associazioni datoriali e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello territoriale con le associazioni di rappresentanza delle cooperative sociali ed i relativi consorzi. Tali convenzioni hanno ad oggetto il conferimento alle cooperative sociali di commesse da parte delle aziende aderenti alle associazioni dei datori di lavoro firmatarie (art. 11, comma 5); 

- le convenzioni di inserimento lavorativo temporaneo con finalità formative, cioè convenzioni che gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati, le cooperative sociali, le imprese sociali ed i disabili liberi professionisti, nel rispetto delle condizioni dettate dalla Legge per tale particolare tipologia (art. 12);

- le convenzioni di inserimento lavorativo, secondo cui gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati tenuti all'obbligo di assunzione (soggetti conferenti) e le cooperative sociali, consorzi, imprese sociali, datori di lavoro non soggetti all’obbligo di assunzione (soggetti destinatari) apposite convenzioni finalizzate all'assunzione da parte dei soggetti destinatari di persone disabili che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario, ai quali i soggetti conferenti si impegnano ad affidare commesse di lavoro (art. 12 bis).

Infine, in merito alla disciplina del rapporto di lavoro – ferme restando le deroghe che possono essere stabilite con la stipula delle convenzioni sopra menzionate – si prevede, in primo luogo, che ai lavoratori assunti a norma della Legge 12 marzo 1999, n. 68 si applica il trattamento economico e normativo dettato dalle leggi e dai contratti collettivi (art. 10). 

Inoltre, il datore di lavoro non può chiedere al lavoratore diversamente abile una prestazione non compatibile con le sue minorazioni. 

Nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell'organizzazione del lavoro, il lavoratore disabile può chiedere che venga accertata la compatibilità delle mansioni affidategli con il proprio stato di salute. Nelle stesse ipotesi il datore di lavoro può chiedere che vengano accertate le condizioni di salute del lavoratore per verificare se possa continuare a svolgere attività presso l'azienda.

Qualora si riscontri una condizione di aggravamento che comporti un’incompatibilità con la prosecuzione dell'attività lavorativa, o tale incompatibilità sia accertata con riferimento alla variazione dell'organizzazione del lavoro, il lavoratore disabile ha diritto alla sospensione non retribuita del rapporto di lavoro fino a che l'incompatibilità persista e, durante tale periodo, può essere impiegato in tirocinio formativo. 

Nel caso in cui, anche attuando i possibili adattamenti dell'organizzazione del lavoro, la commissione medica competente accerti la definitiva l’impossibilità di reinserire il lavoratore all'interno dell'azienda il contratto di lavoro può essere risolto

Tuttavia, il licenziamento per procedure di mobilità (art. 4, comma 9, L. 23 luglio 1991, n. 223) oppure il licenziamento per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo, esercitato nei confronti del lavoratore occupato obbligatoriamente, sono annullabili qualora, nel momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori obbligatoriamente occupati sia inferiore alla quota di riserva.

Per tutte le informazioni sugli incentivi all’assunzione dei lavoratori diversamente abili consulta la pagina dedicata.

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