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Inserimento in azienda

Per collocamento mirato si intende il complesso degli “strumenti che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi di lavoro e di relazione”.

Dal collocamento mirato derivano degli obblighi di assunzione dei lavoratori appartenenti a categorie protette da parte delle aziende.

Le modalità attraverso le quali si procede all’assunzione di tali lavoratori sono di due tipi: la chiamata nominativa, che prevede la possibilità per il datore di lavoro di individuare la persona da inserire, oppure la chiamata numerica, sulla base di liste costituite presso i Centri per l'impiego, che provvedono ad inviare all’azienda la persona da assumere sulla base di graduatorie precostituite.

Gli obblighi di assunzione sono, però, solamente un tassello per una reale inclusione delle persone disabili in azienda. Tra le aree di intervento della strategia europea sulla disabilità 2010-2020 sono comprese la partecipazione e l’uguaglianza, insieme all’occupazione. A livello nazionale l’INAPP (ex ISFOL) svolge una costante attività di ricerca e monitoraggio sul tema, per analizzare l’attuazione della normative e delle politiche attive rivolte a questo target.

In Italia è stato adottato, nel dicembre 2017, il Secondo Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, un documento programmatico che punta al raggiungimento di un’uguaglianza sostanziale, in base la Legge n.18/2009. I tasselli di cui si compone il Programma sono diversi: il rispetto per la dignità e dell’autonomia individuale; la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società; la valorizzazione delle diversità; l’accessibilità.

Guardando al futuro il Programma punta ad un nuovo sistema di certificazione della disabilità – il quale sarà attuato attraverso una legge delega – superando la frammentazione attuale e ponendo le basi per una sinergia tra le responsabilità centrali e locali. Sul versante del lavoro, dopo la revisione della Legge 68/1999 operata dal Jobs Act, l’obiettivo resta quello di creare una cornice normativa che risponda alle esigenze di cittadini e imprese. Questo avverrà agendo su due linee: l’ammodernamento dei servizi per il collocamento dedicati ai disabili e la diffusione nelle realtà aziendali del disability managerun professionista  che grazie alle sue competenze trasversali possa affrontare le problematiche legate all’accessibilità e alla sicurezza sul luogo di lavoro e, al contempo, gestire i processi di integrazione. Un altro importante obiettivo del Piano è quello legato al monitoraggio recependo i parametri internazionali dell’International Classification of Functioning Disability and Health (ICF), la Classificazione Internazionale del Funzionamento Disabilità e Salute. Viene previsto l’inserimento di un modulo dedicato alla partecipazione sociale delle persone con disabilità, all’interno dell’indagine ISTAT sulle condizioni di salute della popolazione. Saranno così analizzate le possibili interazioni negative tra le condizioni di salute e la qualità della di vita considerando vari aspetti come quello del lavoro, della mobilità o delle relazioni sociali.

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