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Organismi a tutela della donna

A livello internazionale, diversi organismi si occupano di parità e di tutela dei diritti delle donne:

- la Commissione per i Diritti della Donna e l'Eguaglianza di genere del Parlamento Europeo;

- la Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione dell'Unione Europea:

- la Direzione Generale per i diritti Umani del Consiglio d'Europa;

- la Commissione sulla Condizione della Donna;

- UNIFEM (Fondo delle Nazioni Unite per le donne);

- INSTRAW (United Nations International Research and Training Institute for the Advancement of Women).

A livello nazionale, il Codice delle Pari Opportunità, di cui al Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198 recante le disposizioni per la promozione della parità di trattamento, è stato successivamente modificato dal Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151 con cui viene semplificato il funzionamento dei diversi organismi, sia tramite il loro ridimensionamento, sia mediante la razionalizzazione delle relative procedure.

Il Comitato nazionale di parità è composto da rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle associazioni datoriali, del movimento cooperativo e delle associazioni e dei movimenti femminili, nonché dalla Consigliera o Consigliere nazionale di parità. Possono partecipare alle riunioni di tale comitato anche esperti, dirigenti di altre Amministrazioni e del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Tra i compiti del Comitato figura, in particolare, quello di indicare gli obiettivi annuali dei progetti di promozione e sviluppo della parità uomo donna e di collaborare attivamente nella fase istruttoria attraverso la partecipazione di propri rappresentanti all’interno della nuova commissione di valutazione dei progetti.

Sul territorio, la promozione e la vigilanza dei principi di pari opportunità è attuata dalle consigliere e dai consiglieri di parità regionali, delle città metropolitane e degli enti di area vasta.

Le Consigliere o i Consiglieri nazionali sono nominati con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, su designazione delle Regioni, delle città metropolitane e degli enti di area vasta. In tale designazione sono tenuti in considerazione i principi di trasparenza e rotazione (il mandato di quattro anni potrà essere rinnovato una sola volta) oltre all’esperienza maturata.

Le funzioni svolte, ridelineate dal Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151 sono molteplici: la rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, la  promozione di progetti di azioni positive, anche attraverso l'individuazione delle risorse dell’Unione europea, nazionali e locali finalizzate allo scopo; la  promozione della coerenza della programmazione delle politiche di sviluppo territoriale rispetto agli indirizzi proveniente dal contesto comunitario e nazionale; la promozione delle politiche di pari opportunità nell’ambito delle politiche attive del lavoro, comprese quelle formative;  la collaborazione con le direzioni interregionali e territoriali del lavoro al fine di rilevare l’esistenza delle violazioni della normativa in materia di parità, pari opportunità e garanzia contro le discriminazioni, anche mediante la progettazione di appositi pacchetti formativi; la diffusione della conoscenza e dello scambio di buone prassi e le attività di informazione e formazione culturale sui problemi delle pari opportunità e sulle varie forme di discriminazione; il collegamento e la collaborazione con i competenti assessorati e con gli organismi di parità degli enti locali.

Il legame con il territorio è confermato poi dalla loro partecipazione ai tavoli di partenariato locale e ai comitati di sorveglianza. Mentre il raccordo tra le consigliere ed i consiglieri territoriali - per consentire lo scambio di informazioni, esperienze e buone prassi - avviene tramite la Conferenza nazionale, nuovo organismo istituito a seguito dell’ultima modifica normativa.

Nel pubblico impiego, la Legge 4 novembre 2010, n. 183, apportando modifiche al Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ha previsto  la costituzione dei Comitati unici di garanzia per le pari opportunità – sostituendo i precedenti organi collegiali previsti dalla contrattazione collettiva di settore – i quali hanno delle funzioni propositive, consultive e di verifica. La loro finalità è quella di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e l’efficienza delle prestazioni, grazie alla creazione di un ambiente di lavoro privo di qualsiasi tipo di discriminazione e di violenza morale o psichica. La composizione dei Comitati Unici di Garanzia è paritetica, essendo formati da un membro designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali, maggiormente rappresentative a livello di amministrazione, e da un pari numero di rappresentanti dell’amministrazione, in modo da assicurare la presenza paritaria di entrambi i generi.

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