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Organismi a tutela della donna

A livello internazionale, diversi organismi si occupano di parità e di tutela dei diritti delle donne:
  • la Commissione per i Diritti della Donna e l'Eguaglianza di genere del Parlamento Europeo
  • la Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione dell'Unione Europea
  • la Direzione Generale per i diritti Umani del Consiglio d'Europa
  • la Commissione sulla Condizione della Donna (CSW)
  • UNIFEM (Fondo delle Nazioni Unite per le donne)
  • INSTRAW (United Nations International Research and Training Institute for the Advancement of Women).
A livello nazionale, il Codice per le Pari Opportunità, costituito con D. Lgs. 168/2006 e s.m.i. recante le disposizioni per la promozione della parità di trattamento, è stato aggiornato dal Decreto Legislativo n.151/2015 mediante il quale il legislatore intende semplificare il funzionamento dei diversi organismi, sia tramite il loro ridimensionamento, sia la razionalizzazione delle relative procedure.

Il Comitato nazionale di parità
è composto da rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle associazioni datoriali, del movimento cooperativo e delle associazioni e dei movimenti femminili, nonché dalla Consigliera nazionale di parità. Possono partecipare alle riunioni di tale comitato anche esperti, dirigenti di altre Amministrazioni e del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Tra i compiti del Comitato figura, in particolare, quello di indicare gli obiettivi annuali dei progetti di promozione e sviluppo della parità uomo donna e di collaborare attivamente nella fase istruttoria attraverso la partecipazione di propri rappresentanti all’interno della nuova commissione di valutazione dei progetti.

Sul territorio, la promozione e la vigilanza dei principi di pari opportunità è attuata dalle consigliere e dai consiglieri di parità regionali, delle città metropolitane e degli enti di area vasta.

Queste figure sono nominate con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, su designazione delle regioni, delle città metropolitane e degli enti di area vasta. In tale designazione sono tenuti in considerazione i principi di trasparenza e rotazione (il mandato di quattro anni potrà essere rinnovato una sola volta) oltre all’esperienza maturata.
Le funzioni svolte, ridelineate dal Decreto Legislativo n.151/2015, sono molteplici: la rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, la  promozione di progetti di azioni positive, anche attraverso l'individuazione delle risorse dell’Unione europea, nazionali e locali finalizzate allo scopo; la  promozione della coerenza della programmazione delle politiche di sviluppo territoriale rispetto agli indirizzi proveniente dal contesto comunitario e nazionale; la promozione delle politiche di pari opportunità nell’ambito delle politiche attive del lavoro, comprese quelle formative;  la collaborazione con le direzioni interregionali e territoriali del lavoro al fine di rilevare l’esistenza delle violazioni della normativa in materia di parità, pari opportunità e garanzia contro le discriminazioni, anche mediante la progettazione di appositi pacchetti formativi; la diffusione della conoscenza e dello scambio di buone prassi e le attività di informazione e formazione culturale sui problemi delle pari opportunità e sulle varie forme di discriminazione; il collegamento e la collaborazione con i competenti assessorati e con gli organismi di parità degli enti locali.

Il legame con il territorio è confermato poi dalla loro partecipazione ai tavoli di partenariato locale e ai comitati di sorveglianza. Mentre il raccordo tra le consigliere ed i consiglieri territoriali - per consentire lo scambio di informazioni, esperienze e buone prassi - avviene tramite la Conferenza nazionale, nuovo organismo istituito a seguito dell’ultima modifica normativa.

Nel pubblico impiego, la Legge n. 183/2010 ha previsto  la costituzione dei Comitati unici di garanzia per le pari opportunità – sostituendo i precedenti organi collegiali previsti dalla contrattazione collettiva di settore – i quali hanno delle funzioni propositive, consultive e di verifica. La loro finalità è quella di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e l’efficienza delle prestazioni, grazie alla creazione di un ambiente di lavoro privo di qualsiasi tipo di discriminazione e di violenza morale o psichica. La composizione dei Comitati Unici di Garanzia è paritetica, essendo formati da un membro designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali, maggiormente rappresentative a livello di amministrazione, e da un pari numero di rappresentanti dell’amministrazione, in modo da assicurare la presenza paritaria di entrambi i generi.

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