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Accesso ai servizi erogati

Per avere diritto ai servizi erogati dal collocamento mirato, la persona disabile, oltre al riconoscimento del grado di invalidità da parte dell'Asl, deve iscriversi agli elenchi speciali tenuti dai Centri per l'Impiego. In questo modo possono usufruire di una serie di servizi utili al loro inserimento lavorativo. Con il Decreto Legislativo n.151/2015 non è più necessario per i non vedenti iscriversi anche all’albo nazionale dei centralisti privi della vista.

Presso i servizi per il collocamento mirato è istituito, inoltre, un "Comitato Tecnico", composto da funzionari dei servizi medesimi e da esperti del settore sociale e medico-legale, che è competente per la valutazione delle residue capacità lavorative della persona disabile; per la definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all'inserimento lavorativo della persona disabile; per la predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza dello stato invalidante.

L'iscrizione negli elenchi è indispensabile anche per le assunzioni con chiamata nominativa.
 Vi si  possono iscrivere altresì i lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale. Per l'iscrizione bisogna recarsi presso il Centro per l'Impiego e presentare la documentazione richiesta. Non è obbligatorio rivolgersi al CPI di residenza ma in ogni caso dovrà essere richiesta la cancellazione dall’elenco dove si era precedentemente iscritti.

I requisiti di cui occorre essere in possesso sono due: stato di disoccupazione e stato invalidante. Sul primo aspetto, la Circolare n.34/2015 ha fornito dei chiarimenti rispetto alle novità introdote dal Decreto Legislativo n.150/2015.

Gli uffici territoriali per il lavoro
 che si occupano del collocamento mirato offrono informazioni e consulenza sui requisiti per l'iscrizione alla lista speciale, rilasciano tutte le certificazioni previste dalla legge, fanno colloqui per definire il profilo socio-lavorativo del disabile, comunicano le offerte di lavoro, redigono le graduatorie, individuano le aziende disponibili e i relativi obblighi occupazionali, gestiscono le pratiche amministrative per l'avviamento al lavoro.  

Negli ultimi anni, aziende ed enti pubblici hanno preferito ricorrere alla “chiamata nominativa” o alle “convenzioni”, che consentono di individuare i lavoratori in modo più mirato e congruo alle esigenze organizzative e produttive, piuttosto che alle graduatorie. Per questo il Decreto suddetto si è concentrato sulle prime due modalità, prevedendo altresì un monitoraggio degli effetti delle nuove disposizioni rispetto ai risultati occupazionali ottenuti grazie al miglioramento dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro.





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